Bonaldo Eugenio

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ARCHIVIO STORICO DELL’ARTE ITALIANA

Il maestro Eugenio Bonaldo vive ed opera a Venezia

Cell. 338.2334124

e-mail: eugeniobonaldo@virgilio.it

Attestato Archiviazione 2018 per sito

BIOGRAFIA

Eugenio Bonaldo, un signore veneziano, dalla spiccata personalità passionale e sanguigna, legato al territorio e alla sua gente … nasce a Mirano nel 1945, ridente cittadina della periferia veneziana, a pochi passi dalla residenza dei Tiepolo. Incline all’arte fin da giovanissimo, frequenta studi ad indirizzo tecnico impostagli dalla famiglia, poi perfeziona la conoscenza dell’arte seguendo corsi mirati all’Università Popolare di Mestre. Fortemente influenzato dalla vita artistica del veneziano degli anni ’60, diventa allievo del maestro Giuseppe Gambino, che seguirà per circa due anni. Vive e lavora prevalentemente a Mestre. Ora risiede ad Azzano Decimo (Pn) in Friuli.

Eugenio è di forte personalità, dallo sguardo leggi l’ironia, la capacità di ridere, alle volte anche di se stesso, alle volte del mondo intero. Aperto ad ogni confronto, ma di marcata tendenza ribelle e anticonformista, come lo è stata la sua generazione. Ama la letteratura di J.P. Sastre, appassionato dell’economista P.S. Labini, influenzato dal pensiero nicciano, cerca di trovare pace lavorando in modo parallelo in cui domina l’apparente calma in contrasto con il caos della vita moderna, che lo costringe e lo spinge a creare e sperimentare. E’ la sensazione umana che lui ha della libertà, quella che trova volando con la fantasia creativa sopra le stelle, oltre il cielo. E’ il suo desiderio che sta nascosto sul fondo della sua anima.

In arte Eugenio nasce ritrattista e figurinista, disegna con matite colorate, matite pastello, penne a china. Inizia come cartellonista pubblicitario, più per esigenza lavorativa che per volontà personale. Poi il pensiero dei suoi soggetti diventano i paesaggi veneziani e dell’entroterra lombardo, per la forte influenza ricevuta dal maestro Gambino. Si esprime, da prima con un forte rigore architettonico e prospettiva lineare caratterizzato dall’uso espressivo della luce e delle differenti tonalità del colore. Aggiunge un cromatismo terroso, e nella stesura del colore, non mantiene l’aderenza alla superficie della tela, ma innalza gli edifici attraverso luci ed ombre per ottenere l’effetto volumetrico e suggestivo della scena. In una fase successiva sperimenta soluzioni paesaggistiche più naturali, riprendendo la testimonianza impressionistica. Cerca di cogliere il momento visivo con una estrema sintesi fotografica e si abbandona alla quieta armonia della natura, quella stessa che domina l’uomo, riprende la mutevolezza delle immagini che autonomamente egli stesso determina. Dopo un lungo periodo di inattività riprende a dipingere ponendo l’attenzione alle sue opere particolarmente dedicate alla figura femminile, esprimendo l’essere nella sua propria unicità ed energia. Interpreta le sue figure donando loro un’aura particolare che rende omaggio all’importanza che la donna ha ricoperto e ricopre sia nei suoi dipinti, sia nella sua vita privata. In questa ultima fase il suo lavoro diventa sempre più intenso e sempre fortemente alla ricerca di nuove forme espressive, si mette continuamente alla prova dipingendo a volte opere astratte o materiche: Soggetti che suggestionano quella che ormai diventa sempre più la sua ossessione: “la rappresentazione del suo pensiero”, figura o paesaggio che sia, attraverso una sua personale interpretazione di un cubismo essenziale e geometrico, a volte primitivo, a volte estremo, a volte piatto. Lascia in questo modo lo spettatore libero di interpretare quel suo mondo lontano e privo di documentazione, ma presente e reale nella sua immaginazione. Sempre più cattura le emozioni più che la rappresentazione realistica dei suoi soggetti … infatti non è lui, artista, a dipingere una “cosa” ma l’emozione che quella “cosa” gli suscita. Sempre di più mette al centro del suo interesse l’arte e il legame con la sua terra e con la sua storia da dove trae ogni percezione visiva di ogni sua opera. Se si guarda una sua opera ci si può sforzare di leggere significati profondi, ma forse la profondità è il suo vero messaggio, lasciarci entrare in ciò che lui ama e che fa per il suo bisogno di bellezza, armonia ed espressione.

Oltre a mostre personali e collettive in campo nazionale ed estero, a citazioni su cataloghi nazionali ed esteri, numerose le sue “performance art” dove fa coinvolgere la sua pittura con la musica, il canto, la recitazione e la danza. Spesso è portato a documentare l’immagine visiva delle sue opere con brevi racconti correlati che presto intende raccogliere in un volume.