Bruni Paride

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ARCHIVIO STORICO DELL’ARTE ITALIANA

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GLI AUTORI DELLA STORIA

Il maestro Paride Bruni vive ed opera a Imola – Bologna

Cell. 339.2287817

e-mail: paridebruni@gmail.com

Attestato Archiviazione 2019 per sito

BIOGRAFIA

Il vocabolario della lingua italiana definisce “Artista” chi opera nel campo dell’arte come creatore o come interprete; chi ha raggiunto un notevole livello di eccellenza nel campo artistico prescelto.
Oppure ancora “persona di temperamento gentile, gusti raffinati ed eccezionalmente sensibile alla bellezza”.
Ora, tracciare linee e stendere colori senza dedicare veramente la propria vita a fare ciò, significa forse essere artisti? Lascio la riflessione.
Se al termine “Artista” vogliamo associare la definizione di cui sopra, allora definirmi artista non è il caso.
Avere 56 anni, con un passato e un presente in ambiente industriale, non giova certo ad un curriculum artistico.
La mia biografia in ambito “pittura” può invece partire dalla domanda: “perché sporchi la tela con qualche colore su presunte forme?”
Se la mente si annulla quando si arriva a giocare con i colori, separando la vita reale da ciò che prende vita sulla tela, allora il risultato è già dietro l’angolo: è un risultato di pace nell’animo.
L’inizio di questo gioco accadde dopo la separazione, evento poco piacevole ma che non ebbi la forza di evitare. Conciliare lavoro d’ufficio, con rientri anche a tarda sera, e imbrattamento di tele non è cosa semplice … ma è l’idea di potersi ritagliare uno spazio tutto personale che aiuta a superare ogni ostacolo.
Dipingo poco, ma quando riesco è sempre un piacere personale. E sottolineo personale. Se poi un qualche apprezzamento viene espresso, a volte, da amici e parenti, allora la cosa può comunque far piacere.
Strumenti e segni di musica miscelati a colori spesso vivaci. Questi sono spesso i miei soggetti. Qualcosa di surreale, inconscio, probabilmente mai liberatosi prima. La musica, o ciò che può avere a che fare con i suoni, regalano serenità alla nostra vita. Allo stesso modo in cui anche il colore può fare. È questo forse che mi sento di esprimere. Serenità.
Ma forse l’arte è semplicemente parte di ognuno di noi e a nostro modo ci esprimiamo con la modalità che riteniamo migliore. 

C’è chi riesce a rendere artistica una lavorazione meccanica, un giardino, un cibo. Forse è solo la ricerca dell’eternità che ci spinge a fare cose che possono rimanere immutate, per qualche tempo, anche oltre la nostra esistenza.  

BIOGRAPHY

The vocabulary of the Italian language defines “Artist” who works in the field of art as creator or interpreter; who has achieved a remarkable level of excellence in the chosen artistic field.
Or even “a person of gentle temperament, refined tastes and exceptionally sensitive to beauty”.
Now, drawing lines and drawing colors without really dedicating one’s life to doing so, does that mean being an artist? I leave the reflection.
If we want to associate the above definition to the term “Artist”, then defining myself an artist is not the case.
Being 56 years old, with a past and a present in an industrial environment, it certainly does not benefit an artistic curriculum.
My biography in the “painting” field can instead start from the question: “why do you dirty the canvas with some color on alleged forms?”
If the mind nullifies when it comes to playing with colors, separating real life from what comes to life on the canvas, then the result is already around the corner: it is a result of peace in the soul.
The beginning of this game happened after the separation, an unpleasant event that I did not have the strength to avoid. Reconciling office work, with returns even late at night, and soiling of canvases is not a simple matter … but it is the idea of ​​being able to carve out a very personal space that helps to overcome every obstacle.
I paint little, but when I can it is always a personal pleasure. And I stress personal. If then some appreciation is expressed, sometimes by friends and relatives, then the thing can still please.
Instruments and music signs mixed with often vivid colors. These are often my subjects. Something surreal, unconscious, probably never released before. Music, or what can have to do with sounds, gives serenity to our life. In the same way that color can also do. This is perhaps what I feel I can express. Serenity.
But perhaps art is simply part of each one of us and we express ourselves in the way we think best.

There are those who manage to make a mechanical work of art, a garden, a food. Perhaps it is only the search for eternity that drives us to do things that can remain unchanged, for some time, even beyond our existence.