Lischetti Luca

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ARCHIVIO STORICO DELL’ARTE ITALIANA

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GLI AUTORI DELLA STORIA

Il maestro Luca Lischetti vive ed opera a Montonate di Mornago – Varese

Cell. 333.8598392

Tel. 0331.906174

e-mail: luca.lischetti1@gmail.com

Attestato Archiviazione 2019 per sito

Luca Lischetti – Montonate di Mornago – Varese – Il mondo reale appare trasfigurato nella dimensione psicologica ed è sublimato dalla presenza di personaggi fantastici della memoria nella loro teatralità, che prendono vita nella materia tridimensionale con inserti lignei, mentre la scena grottesca si carica di un valore simbolico per aprirsi all’inconscio dell’immaginario collettivo in uno svelamento allusivo, quanto, fantastico del mondo visibile che si fa visionario e spettacolare, sempre in movimento nell’aspetto fisico e psicologico, cogliendo l’ironia della vita per un’inedita espressione d’arte.

Carla d’Aquino Mineo

BIOGRAFIA

Luca Lischetti vive e lavora a Montonate di Mornago (Va). Il suo esordio risale agli inizi degli anni ’70. La sua ricerca pittorica è contrassegnata da una distorta visione della realtà, con personaggi duri nei tratti somatici. Dagli anni ’80 sperimenta vari materiali dalla vetroresina al legno. I suoi lavori diventano poi un misto fra pittura e scultura dove predomina il colore rosso, le cui superfici sono pareti su cui s’infrange lo sguardo dello spettatore. Attualmente un passato che si riattualizza lo porta a rivisitare la Babele irriverente, protestataria, sociale, popolata di figure stravolte, manovrate da fili come marionette. La sua visione critica e lacerata dell’esistenza, si manifesta anche nelle grandi sculture in legno, uomini imbrigliati nell’impossibilità dell’agire e costretti ad una forzata impotenza. Il suo è un mondo complesso e complicato, fatto di figure grottesche che si muovono su un palcoscenico dalle prospettive multiple, giocolieri che si agitano entro quadri virtuali, che cercano equilibri impossibili su corde che tagliano lo spazio o volteggiano su trapezi di cui non riesci a riconoscere le traiettorie. Quel mondo fantasioso e fantastico che nasce sulla tela, si proietta poi all’esterno in forza dell’assemblaggio di forme di superficie o del connettersi di fili che tracciano anche fuori dal quadro i confini di scena . L’emergere poi di forme e parti di corpi dalla plasticità ben definita e carica di suggestioni rimanda il pensiero ad analoghi interventi realizzati in epoca barocca soprattutto sulle volte di chiese e cappelle, dove diventa difficile distinguere arti o teste dipinte ad affresco da quelle realizzate con modalità scultorea a tutto tondo e innestate sulla pittura, in modo da creare effetti interessantissimi per il visitatore ignaro.

BIOGRAPHY

Luca Lischetti lives and works in Montonate di Mornago (Va). His debut dates back to the early 1970s. His pictorial research is marked by a distorted view of reality, with hard characters in the somatic traits. From the 1980s he experimented with various materials from fiberglass to wood. His works then become a mixture of painting and sculpture where the red color predominates, whose surfaces are walls on which the spectator’s eyes are broken. Currently a past that is being updated leads him to revisit the irreverent, protestant, social Babel, populated by distorted figures, manipulated by wires like puppets. His critical and lacerated vision of existence is also manifested in the great wooden sculptures, men harnessed to the impossibility of acting and forced into a forced impotence. His is a complex and complicated world, made up of grotesque figures that move on a stage with multiple perspectives, jugglers who move around in virtual paintings, who look for impossible balances on strings that cut the space or twirl on trapezoids that you can’t seem to recognize trajectories. That imaginative and fantastic world that is born on the canvas, then projects itself outside thanks to the assembly of surface shapes or the connection of wires that also trace the boundaries of the scene out of the picture. Then the emergence of shapes and parts of bodies with well-defined and suggestive plasticity refers the thought to analogous interventions carried out in the Baroque period, especially on the vaults of churches and chapels, where it becomes difficult to distinguish limbs or fresco-painted heads from those made with sculptural mode in the round and grafted onto the painting, in order to create interesting effects for the unsuspecting visitor.