Tamburini Valentino

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ARCHIVIO STORICO DELL’ARTE ITALIANA

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GLI AUTORI DELLA STORIA

Il maestro Valentino Tamburini in arte TAMBU vive ed opera a Cuneo

Cell. 329.0641103

e-mail: tambuvale@gmail.com

Attestato Archiviazione 2019 per sito

BIOGRAFIA

Valentino Tamburini (TAMBU) è nato nel 1945 a Cuneo. Vive e lavora tra Cuneo e Peveragno, località nella quale ha il suo studio-laboratorio (detto da lui MANICOMICO) e il suo rifugio. Qui si ritrova un po’ il suo mondo fiabesco allo stato materiale, custodito con cura e con disordine in ogni stanza del piano terra e del piano superiore…In effetti, il senso del lavoro concettuale di Tamburini sta tutto nell’azione di recupero di determinati utensili della civiltà contadina e nella loro trasformazione in composizioni totemiche o installazioni sottoposte a ritocchi pittorici e a combinazioni polimateriche a incastro (cioè, senza uso di saldature), ideate sul filo di un umorismo intelligente alla Voltaire.

TAMBU dice :

“Uso oggetti che hanno avuto una funzione (lavorativa) e non più usati. Ricuperati e trasformati in creazioni, senza però perdere la loro originalità e la loro storia, cioè senza alterare ciò che hanno rappresentato in passato.

Le opere (installazioni scultoree) sono composte da pochi pezzi rigorosamente non saldati fra loro, in modo da non cambiare la loro precedente funzione e che possono ritornare allo stato naturale, sottolineando con ironia l’intrinseca precarietà del lavoro proposto.

Anche i basamenti sono elementi di ricupero. “

BIOGRAPHY

Valentino Tamburini (TAMBU) was born in 1945 in Cuneo. He lives and works between Cuneo and Peveragno, a place where he has his studio-laboratory (called by him MANICOMICO) and his refuge. Here we find a little his fairy-tale world in a material state, carefully preserved and with disorder in every room on the ground floor and upstairs … In fact, Tamburini’s sense of conceptual work is all in the recovery action of certain tools of peasant civilization and in their transformation into totemic compositions or installations subjected to pictorial retouching and interlocking multi-material combinations (ie, without the use of welds), conceived on the edge of an intelligent humor at Voltaire.

TAMBU says:

“I use objects that have had a (working) and no longer used function. Recovered and transformed into creations, without losing their originality and history, that is, without altering what they have represented in the past.

The works (sculptural installations) are composed of a few pieces that are not strictly welded together, so as not to change their previous function and which can return to their natural state, underlining with irony the intrinsic precariousness of the proposed work.

Even the bases are elements of recovery. ”