Arnenise Michele

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ARCHIVIO STORICO DELL’ARTE ITALIANA

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GLI AUTORI DELLA STORIA

Il maestro Michele Armenise vive ed opera a Bari

Cell. 339.4082817

e-mail: antonioarmenise@libero.it

Attestato Archiviazione opere d'arte 2021

BIOGRAFIA

Michele ARMENISE nasce a Bari il 1° dicembre del 1950.

Figlio d’arte  espone nel 1971 presso la Galleria degli Artisti di Nicola Martiradonna (luogo e fucina dell’arte barese degli anni 60) , raccoglie unanime consenso di pubblico e di critica per una cartella originalissima di disegni in bianco e nero che destano un imprevisto interesse di pubblico e critici d’arte. Scrisse di lui Domenico Cadmo:……..” M.A. si esprime con linee che in tutti i suoi soggetti si muovono in una scorrevole dinamica controllata da una rigorosa tecnica che sta a indicare la bravura dell’artista…..il contenuto della Sua produzione non è di facile accessibilità al profano…….dalle Sue linee deformi nasce la forma, la figura, il simbolo del contenuto dandoci una recepibile dimensione dell’informale tanto in polemica nel contesto dell’arte contemporanea”.

Pietro De Giosa, critico e redattore della Gazzetta del Mezzogiorno, seguì sin dai primi passi la produzione artistica di Michele, così scriveva…..”M.A. realizza i suoi disegni con la china in un batter di ciglia; eppure sembrano lavori che abbiano comportato chissà quanto tempo a causa di un modulo geometrico ch è sempre rispettato nonostante il frastuono e la dinamica delle immagini……..C’è una fantasia, alla base; ma questa fantasia si rinvigorisce, si meccanizza e si cementizza attraverso una grafica assolutamente originale, e da immediata la sensazione di quel frastuono , di quel caos della vita del XX secolo …..”  

La sua produzione artistica si evolve negli anni  con il colore, con umori polemici e ironici è nutrita e sostenuta dall’esperienza di un lavoro nel mondo della formazione dei giovani. Così passa dalla grafica in bianco e nero alle immagini allegoriche che portano l’artista a fantastiche e libere invenzioni surreali (Maria Cirone Scarfi 78).

Nascono così le cosidette “SERIE”  dalle facce di culo, a quella dei messicani e dei pirati. Un modo per identificare e caratterizzare oggetti e soggetti delle Sue opere dove trovano spazio i volti di personaggi politici e non, espressione dell’ ambiguità dei tempi. Così diceva di Lui …..”.ha bisogno di esprimersi allegoricamente, per colpire quanti con la poltrona e con lo strumento del potere si impegnano soprattutto nel divorare.” (Pierino De Giosa 81)

Carattere estremamente variabile, metereopatico di temperamento, le sue opere esprimono senza veli il suo modo di essere, di concepire la vita . Passa in maniera disinvolta e naturale dal figurativo al surreale, dalla china all’olio con tecniche miste che vanno dalle complicate risonanze grafiche alle semplici variazioni tonali.

Una tecnica pittorica inconscia, frutto di casualità e ricerca, accompagna i supporti di tele, tavole e cartoni, dove gli elementi tecnologici e consumistici del mondo d’oggi si uniscono all’umana condizione della povera gente.

BIOGRAPHY

Michele ARMENISE was born in Bari on 1 December 1950.

Son of art exhibited in 1971 at the Galleria degli Artisti of Nicola Martiradonna (place and forge of the Bari art of the 60s), collects unanimous consent of the public and critics for a very original portfolio of black and white drawings that arouse unexpected interest of the public and art critics. Domenico Cadmo wrote about him: …… .. “M.A. expresses himself with lines that in all his subjects move in a flowing dynamic controlled by a rigorous technique that indicates the artist’s skill … .. the content of his production is not easily accessible to the layman … … from his deformed lines the form, the figure, the symbol of the content are born, giving us a perceptible dimension of the informal which is so controversial in the context of contemporary art ”.

Pietro De Giosa, critic and editor of the Gazzetta del Mezzogiorno, followed Michele’s artistic production from the very beginning, so he wrote… .. ”M.A. realizes his drawings with ink in the blink of an eye; yet they seem to be works that have taken who knows how long due to a geometric module that is always respected despite the din and dynamics of the images ……. There is a fantasy at the base; but this fantasy is reinvigorated, mechanized and cemented through absolutely original graphics, and gives an immediate sensation of that din, that chaos of twentieth century life … .. ”

His artistic production has evolved over the years with color, with polemical and ironic moods, it is nourished and supported by the experience of a job in the world of youth education. Thus he passes from black and white graphics to allegorical images that lead the artist to fantastic and free surreal inventions (Maria Cirone Scarfi 78).

Thus were born the so-called “SERIES” from the ass-faces, to that of Mexicans and pirates. A way to identify and characterize objects and subjects of his works where the faces of political and non-political figures find space, an expression of the ambiguity of the times. So he said of him… .. “. He needs to express himself allegorically, to strike those who, with the armchair and with the instrument of power, commit themselves above all to devouring.” (Pierino De Giosa 81)

Extremely variable character, meteoropathic of temperament, his works express without veils his way of being, of conceiving life. He passes in an easy and natural way from figurative to surreal, from ink to oil with mixed techniques ranging from complicated graphic resonances to simple tonal variations.

An unconscious painting technique, the result of chance and research, accompanies the supports of canvases, tables and cartons, where the technological and consumerist elements of today’s world are combined with the human condition of poor people.