Baruzzo Marco

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Il maestro Marco Baruzzo vive ed opera a Stenico (TN)

Cell. 329.6769135

e-mail: marc.baruzzo@gmail.com

BIOGRAFIA

Pittore, è nato a Vipiteno nel 1959. Autodidatta, ha perfezionato la sua tecnica frequentando i maestri Gelindo Crivellaro e Walter Salin. Ha partecipato a varie esposizioni collettive, tra le più recenti, nel 2017 si segnalano: Incontri d’Arte, Caerano di S. Marco (Tv) e Scala dei Turchi, Agrigento. Nel corso del 2016 e 2017 ha ottenuto vari riconoscimenti e premi ed è stato insignito della Laurea H.C. dall’Accademia dei Dioscuri. Sue opere si trovano presso la Stazione dell’Arma dei Carabinieri di Vezzano, Vallelaghi (Tn) e in varie collezioni a Cipro, Grecia e Thailandia. «Possiamo solo pensare che oggi possa esistere una forma espressiva che, nel suo piccolo, possa ampliare l’orizzonte della pittura contemporanea? Ovvero, è ancora possibile rivisitare metodologie e concetti già sperimentati in passato ma che, reinterpretati in chiave alternativa, possano creare un nuovo modo all’io interiore di esprimersi in forma fruibile ed originale? E’ quello che… cercano di esprimere le mie opere che amo definire, proprio per quanto accennato sopra, “conversazioni cromatiche”. Dove sta la scommessa? Semplicemente iniziare dove altri terminano. Se la stesura cromatica è interpretata non come un’opera fine a se stessa, ma come una semplice base dalla quale partire ed iniziare un’emozionante e profonda “avventura pittorica”, si possono scoprire, nella pelle della tela, tracce insospettabili che, a loro volta, generano nuove idee e nuove sensazioni.» (M. Baruzzo) «L’opera pittorica di Marco Baruzzo presenta aspetti importanti di riflessione e di analisi interiore che evidenziano la sua passione di esprimersi cercando nuovi linguaggi alternativi . Attraverso un complesso reticolo di linee e spazi, si evidenzia un motivo estetico fatto di molteplici astrazioni che hanno una radice emozionale di coerente suggestione. Tutto vive in una vibrazione cromatica tesa a far emergere un vissuto interiorizzato, attraverso una struttura che si dimostra essere un valido metodo di rivelazione inventiva. Si nota una complessità formale che si risolve in una situazione compositiva fatta di segni, tracce, materiali che assumono rilievi di sensibile allusività. Appaiono talora elementi iconografici appena accennati in una elaborazione segnica ora controllata, ora più libera e istintiva. Sono percorsi che tendono a suggerire una funzione lirica dell’immagine, facendo emergere un microcosmo interiore fatto di sensazioni dai profondi risvolti emozionali e spirituali. Quella di Baruzzo è soprattutto un percorso alla scoperta di nuove espressività, un itinerario estetico di significativa valenza intellettuale e artistica.» (R. Perdicaro)