ARTE DI MAVIE CARTIA

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Mavie Cartia – Scicli – Ragusa

L’artista Mavie Cartia esplica la sua attività a Scicli e Roma

L’ARTE DI MAVIE CARTIA a cura del critico letterario e di arti visive Carla d’Aquino Mineo

La freschezza guida la mano dell’artista, dove si ha l’impressione che l’immagine appaia vibrante ed indefinita che si dissolve in una particolare luminosità della memoria con assoluta spontaneità impressionista nella pacata armonia d’animo. Ecco che allora, nella visione d’incanto, si percepisce l’unità dell’atmosfera nel raffinato cromatismo, in cui gli accordi sono sempre tonali, tra i rosati smorzati, i gialli dorati, gli azzurri appena velati, mentre si inseriscono i grigi perlacei del cielo ed i verdi variegati della natura. Alla fine, l’arte di Mavie Cartia sublima l’armonia della bellezza nel timbro sentimentale e nella sospensione del momento atmosferico in un magico e silente realismo che si fa lirica lontananza di un sogno.

BIOGRAFIA

Ricostruire le molte tappe di un percorso intellettuale e artistico sui generis come quello di Mavie Cartia non è facile.

Nasce a Cuneo nel “69 da genitori siciliani, diplomandosi al Liceo Artistico per poi conseguire la laurea in scultura all’Accademia di Belle Arti di Roma.

Sin da piccola rimase affascinata di questa città, fiutandone la sua storia e acquisendo dal suo Teatro l’infinita cultura che ospita.

Non per distrazione,ma per passione studiava danza e in contemporanea disegnava fumetti. S’appropriava di qualsiasi idea che avvertiva nell’aria e la faceva propria, facendola diventare una creatura animata o una creazione vivente.

Nel 2007 si trasferisce in Sicilia,dedicandosi alla pittura. Partecipa a mostre collettive, invitata qualche volta dal Maestro Piero Guccione, come anche presenta sue esposizioni personali.

La mente è il vento che le portò l’odore di quest’isola bellissima, dove ha ritrovato quindi il contatto con la natura, con il mare e con la luce.

E’ la mente lo strumento,il timone, la sua più stretta compagnia che può salvarla, tant’è che l’albero della vita di Mavie Cartia viene annaffiato alle radici, e non nei suoi rami o foglie.

L’esistenza deve essere impiegata ad accumulare virtù, e la nostra protagonista ne mette insieme sempre di più per far maturare i suoi pensieri, le sue parole, i suoi colori e per non smarrirsi nella notte del dubbio.

Il vocabolario della sua pittura quindi riesce ad esprimere sulla tela anche i prodigi della luce che proviene da chissà dove,certamente dalla sua officina spirituale per insegnarci pazientemente le cose nascoste: quell’impalpabile mondo cioè che nessun uomo vivente può comprendere.

Ma chi è Mavie Cartia? Solamente il suo tessuto pittorico può rivelarmi il suo segreto.

Ogni stile si esprime nelle diverse opere in misura diversa, con diversa intensità e chiarezza,ma i quadri della Mavie vestono anche un ideale di dignità artistica sempre e in ogni luogo o cosa.

La superficie della tela trattata dalla nostra interprete si schiude ogni qualvolta per far trasparire il suo stile denso e pastoso e in una straordinaria preziosità cromatica.

Anche quando le cicale screziano di stridore l’estate della contrada del Pisciotto, Mavie Cartia riesce a trovare il ricco bagaglio di preziosi valori che le fanno ascoltare il senso della vita. Nei suoi lavori infatti non riproduce qualcosa, ma rende visibile qualcosa.

Ella si identifica con tutti i temi che tratta:è presente dovunque e dapertutto e in nessuna parte. Non le basta contemplare la realtà dove vive,ma si immerge in essa e profondamente:anche all’inferno…quanto le basta. Ma che non ci resti! Riesce a fissare anche l’oscurità che abita, e la proietta fuori di sé in straordinarie immagini, in significativi temi che grondano musica nella sua più alta liricità.

Quale ricchezza di echi e di assonanze,quale strascico di suoni che si accordano,contrastano e si armonizzano nella pittura della Mavie: una potente orchestra la sua che con i colori drappeggia la mia anima. Forse sto vivendo negli anni della mia giovinezza.

Conosco oramai in Mavie Cartia la più tremenda delle malattie:il genio.

In una società come la nostra,accovacciata nella pigrizia del pensiero, ciò che conta è la verità che è soprattutto figlia del tempo.

Hanno scritto di lei: Lucio Barbera, Paolo Nifosì, Andrea Guastella, Vittorio Sgarbi, Gianni Longo, Barbara Iabichella, Evelina Barone e Roberto Borra.

Nel 2000 ha vinto il 2° premio come migliore sceneggiatrice al concorso Nuvole Nuove-Montalbano a fumetti.

Nel 2020 l’Archivio Storico Universale delle Belle Arti-Maison d’Art di Padova-conferisce a Mavie Cartia:

-Diploma Honoris Causa come Maestro d’Arte

-Premio Accademico Pablo Picasso

-Premio Accademico Gianni Longo per le Arti Visive.

Esposizioni personali:

1996 International Salon Society mostra Internazionale Afro-Roma

2008 Cartia-Polizzi personale a due -Galleria La Calandra.Ispica

2009 LA Tenue Solarità-Galleria degli Archi Comiso

2009Pittura e Mosaico -personale a due M.Cartia E.Cozza-Vitaliano Brancati-Scicli

2010 Canto Silente-Galleria d’Arte il Quadrifoglio- Siracusa

2010 La Sfida Gentile M.Cartia M.Cantone.personale a due-Orto Botanico Catania

2011 La Zagara-La sfida Gentile.M.Cartia M.Cantone personale a due Orto Botanico Palermo

2011Il paesaggio Attore .Cartia Polizzi Personale a due -Galleria D’arte Il Sagittario Messina.

2011Paesaggi – Cartia-Colombo.Polizzi -Spazio Espositivo Bellssima

Modica.

2011 Emozioni Galleria D’Arte koINè Scicli

2011 Paso Doble-Cartia Polizzi Guccione Alvarez-Galleria Koinè

2012 Arte e letteratura al femminile-Cartia -Nisveta-Spazio Espositivo Biblioteca Ragusa

2013 collettiva:Il Ritmo della Ciminiera-V.Brancati-Scicli-a cura di Mavie Cartia.

2014è L’isola del Ritmo-100 colori x 100 percussioni-a cura di Cartia- -Drum Circle -Performance-Museo della Pietra.Sampieri.

2014 L’isola del Ritmo -drumstrong sicily Galleria La Calandra-Scicli Ispica-a cura di Mavie Cartia

Mostre collettive:

1994 L’isola dei Porri-mostra a fumetti -Lucca.

1997 Multivision 8 Schermi per 700 opere d’arte contemporanea di C. Sorrentino -P.De Medici-Roma fumetto afro.

2000-Monttalbano a Fumetti Nuvole Nuove Palermo.sucessiva esposizione Exspoo Cartoon Roma

2007Isole-Galleria D’Arte Koinè-Scicli

2008 25×25 Il Corpo Vitaliano Brancati Scicli

- Estate Galleria La Calandra Ispica

2009 Donne in Arte -Galleria LA Calandra-Ispica

- Il silenzio del mare,le silence de la Mer-Calleria Koine Scicli

2009 Italo Barocco-Vitaliano Brancati Scicli

2009 Cinque giovani Talenti -Galleria D’Arte Androne

2009 Guardando il volto di Artemide-Galleria degli Archi Comiso

2010 Quadreria Poeti Passanti Da Sancio Pancia a Don Chisciotte.Galleria D’arte degli Archi Comiso

2011Artisti per Morgantina-Aidone

2011L’Annunciazione ,Antonello da Messina Scicli-Siracusa

2013 Omaggio a Giuseppe Verdi- Galleria D’arte Borsier-Roma

2013 Poesie d’Amore-V.Brancati Scicli

2013 Omaggio a Guttuso.La Calandra-Ispica.

2014 Antico e Contemporaneo-Galleria Androne-Scicli

2014 Pittura e Cinema-Vitaliano Brancati Scicli

2014 Contemporaneamente Rosso-Artè -Acireale

2014 Nisveta-V.Brancati-Scicli-Galleria Lo Magno.Modica

2014 Artisti per la Sicilia-Da Iudice a Pirandello -A cura di Vittorio .

2014 Il ritmo della Ciminiera Drumstrong sicily-a cura di Mavie Cartia

2017 !tra Grafica e pittura” Artgallery 37 Torino

2018-Eumenidi-a cura di evelina Barone

2019 International Art Prize a cura di Roberto Borra-

2019 Collettiva Gigarte-Viareggio

2020 divine Creature.a cura di Art Gallery37-Mueso Archeologico-Bellanova.CN

Le sue opere si trovano in prestigiose Gallerie d’arte in Italia.

A cura del critico letterario e di arti visive Gianni Longo

Esprimendolo con intensa efficacia e in una struttura disegnativa di alta maestria, Mavie Cartia, anche come donna, palesa ogni istante della vita con la modestia che le è consueta.

Aprile 2020 Gianni Longo

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Premii accademici 2020

Diploma Honoris Causa maestro d'Arte

Premii accademici 2020

MAVIE CARTIA – FIORAVANTE SEIBEZZI a cura del critico d’arte Carla d’Aquino Mineo

Mavie Cartia come Fioravante Seibezzi percorre l’idea di una pittura che si fa pura poesia, attraverso una lirica trasfigurazione del reale condotta con raffinati accenti, velature di colore nelle tenue tonalità e nei trapassi di una bianca e suffusa luminosità in sognante lontananza. Risalta, così, un’autenticità di linguaggio pittorico di Fioravante Seibezzi che caratterizza una ricerca formale e cromatica con echi di un’arte chiarista, risalendo ad un nuovo impressionismo degli anni Trenta di scuola veneziana, dove la laguna appare, tra i vapori di una luce madreperlacea che rende indefinita la visione nei silenzi d’animo. In tal modo, i preziosi dipinti dell’artista Mavie Cartia rivelano nei paesaggi, nelle armonie naturali e nei delicati ritratti una trascendenza che supera la tangibilità del reale, mentre la natura si colora di nuove stagioni e muta nell’aria e nella luce in una rivelazione del quotidiano, dove lo scenario esula dalla realtà per inoltrarsi in un realismo magico, un sogno d’incanto e d’armonia.

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Fioravante Seibezzi (1906 – 1974) Venezia

BIOGRAFIA

Fioravante Seibezzi (Venezia 03/11/1906 – Ivi 14/08/1974) a quattordici anni affermò “voglio imparare la pittura”. Come scrisse nel Gazzettino lo studioso Ugo Facco de Lagarda nel 1946, ha messo in pratica il consiglio del pittore Ponga: “ecco, è tutto qui: copiare dal vero, aver fede, perseverare nel lavoro, non credere mai perfetto ciò che riesce facile. E soprattutto, lasciarsi guidare dall’istinto”.
Prima di delineare una breve biografia, si pone attenzione sulla data del decesso: quale tra 1974-75-76 o altre? In questa sede come curatore del progetto rivalutativo di tali artisti, definisco senza ombra di dubbio l’anno 1974. Data riportata anche dal critico Paolo Rizzi in diversi scritti e recentemente ri-confermata anche dal collega giornalista Fancesconi. Pertanto molti documenti, siti web e cataloghi quali per esempio “La Valigia Ieri e oggi”, “Settepittori Settemondi La Bohème di Palazzo Carminati” riportano clamorosamente la data errata del ’76. Diversi riportano addirittura altre annate.
All’età di dodici anni si recò a Milano dove fece diversi lavori quali spazzacamino e manovale. Durante la seconda guerra mondiale partecipò alla resistenza anti fascista e nazista. A livello artistico il pittore Fioravante è stato, alla fine degli anni Venti, colui che ha ripreso la veduta lagunare in stile impressionista. Fin da giovane è stato considerato uno tra i più dotati tra i giovani appartenenti alla seconda generazione della Scuola di Burano. Una vena mantenuta sempre altamente lirica, ma stemperatasi a fine carriera (come indicato anche da Rizzi) in un monologo fatto da molteplici barene dalla forma pseudo ellittica.
Seibezzi si forma come autodidatta e aderisce al postimpressionismo lagunare di Venezia. Si dedica al paesaggio en plein air, traducendo quell’immediatezza francese attraverso colori puri e luminosi. A scoprire il suo talento è Cesare Laurenti, che gli mise a disposizione i mezzi, affinchè potesse dedicarsi esclusivamente alla pittura. Lo stile della pittura di Seibezzi propone un vedutismo chiarista con una maniera ariosa, corsiva, sensibile alle variazioni tonali e alle trasparenze, espressa da pennellate rapide, leggere e sommarie.
Il critico d’arte Alain Chivilò concordando con quanto indicato segnala come “la pittura sia sempre soave e delicata, mai fortemente cromatica. La tradizione colorista del quattrocento veneto è anche in Seibezzi testimone all’interno di un tratto sempre determinato ma nebuloso nella sua interezza”.
Anche Ivo Prandin nella sua disamina critica scrisse: “Seibezzi è della pasta dei Monet: non si può dargli torto se la sua pittura era fatta così (e se il suo retroterra culturale era povero, come quello di una città in disarmo come Venezia). I ritardi storici, in fondo, sono sempre relativi: basterebbe, a confermarlo, la priorità di Seibezzi nella ripresa del vedutismo canalettiano”.
A livello espositivo, il suo esordio avvenne alla XV Biennale di Venezia del 1926 dove vinse il premio “Marini Missana” (altro riconoscimento ricevuto anche nell’edizione del 1936). La sua partecipazione alla Biennale continuò in diverse edizioni fino al 1956.
Partecipò alla Quadriennale di Roma (1931, 1935, 1948, 1951, 1959), mentre altre mostre figurano a Venezia, Padova, Roma, Cortina d’Ampezzo, Milano, Londra, Auronzo di Cadore e diversi luoghi in Italia e all’estero.

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