FRANCESCA GRANIERI

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Francesca Granieri - Sassari

Cell. 3342126266

BIOGRAFIA

Francesca Granieri, è nata il 21 marzo del 1990 a Sassari; fin da piccola come tutti i bambini si appassionò al disegno, sarà stato l’insieme di conoscenze e peculiarità della sua famiglia d’origine: il padre Paolo, medico specializzato in ematologia e la madre Pinuccia, ostetrica, l’aiutarono a sviluppare maggiormente questo modo d’approcciarsi alla vita e vedere la realtà e, insieme a esse, la ricerca di una sua personale maniera di raccontarle. Entrambi i genitori, sono amanti dei viaggi ed ogni volta che viaggiavano tutti insieme avevano come mete soprattutto le principali città italiane dove potervi ammirare la bellezza del museo, dei quadri, delle chiese e l’architettura. Il padre possiede una grande sensibilità ed occhio attento e di riguardo nei confronti del panorama artistico e dell’Arte in generale; ammira il modo in cui gli artisti raccontano la vita, i colori, la loro epoca e storia personale, ed in qualche modo è stato lui a trasmetterle questa passione, che poi ha approfondito continuando a non smettere di disegnare.

Con gli studi e la passione si chiarificava in lei il concetto di arte, sviluppando la consapevolezza che essa è comunicare e raccontare, attraverso il proprio sguardo il mondo ed il modo di percepirlo, viverlo.

L’importante era utilizzarli per dire qualchecosa. La tecnica, fu affinata nel tempo, all’ultimo anno delle mediee poi non maturò molto fino al liceo, e di nuovo dopo le superiori riprese a crescere grazie alla possibilità dell’ingresso all’Accademia di Belle Arti “Mario Sironi” di Sassari.

Nei 4 anni di Università riuscii a capire come funziona e si fa una mostra, quale fosse la differenza di apprezzamento tra pittura e scultura e quale fossero le più richieste, la scoperta di altre forme d’arte oltre a queste: come la grafica, l’incisione, la stampa, i nomi dello studio approfondito di ogni particolare all’interno dell’arte come l’anatomia, non solo umana ma anche architettonica oppure la sartoria, l’arte stilistica e la scenotecnica che sta dietro i teatri e agli allestimenti, fino alle forme d’arte nuove e contemporanee in ambito figurativo tramite il recupero di materiali di scarto con fine decorativo ultimo.

Man mano che imparava capì che in fondo non voleva essere solo un artista che espone opere e quadri lasciando che la sua arte porti fortuna soltanto a lei, chiusa in una specie di egoica torre d’avorio dove per quanto felice si vive solo dei propri successi senza rendere un vero contributo attivo a qualcuno; insomma sentiva di non voler essere o diventare artista solo sul fine estetico, essere piacente, piacere, piacersi, essere piaciuta, ricordata e basta.

Voleva trovare una svolta per far capire che l’arte può curare e far star bene non solo a livello edonistico, ma anche a livello di medicina olistica come la psicologia e le terapie, che ebbe modo di scoprire poco prima della maturità studiando la letteratura italiana del primo ‘900 attraverso Calvino, Svevo, Moravia e Pirandello. Voleva conciliare le due cose, arte e psicologia: se lo stesso Freud si era ispirato all’arte usando molto spesso miti e personaggi raffigurati in opere artistiche per spiegare le teorie ed i complessi che stava scoprendo nell’inconscio perché non poteva essa, l’arte, essere una soluzione? Scoprì che perfino Jung lo faceva e molti altri sia prima che dopo di loro, così scoprì l’Arteterapia e che quello che voleva fare nella vita era diventare un arteterapeuta: un artista in parte terapeuta, psicologo, supervisore, insegnante e trasmettitore di un metodo artistico che ti fa star bene a livello olistico, a tutto tondo, sia che tu sappia dipingere o meno non di inculco un sapere dottrinale/tecnico che puoi imparare a scuola o in un museo, ma qualcosa che ti fa star bene perché riaccende il tuo estro creativo usando matite, pennelli carta e argilla, colori come quando da bambino vuoi inventare qualcosa di nuovo con le costruzioni e facendolo tutto quello che ti fa male o ti opprime e frustra, stressa e crea una situazione di disagio svanisce nel momento in cui crei e non importa se si disfano, puoi sempre ricominciare, e così starai bene. Come quando alla fine della giornata stai bene perché ascoltandoti uno sconosciuto si è fatto carico di tutto il suo bagaglio emotivo, e lui coinvolto ti propone soluzioni.

Sentiva che una volta provata tale esperienza, avrebbe continuato per la sua strada di Arteterapeuta senza rimpianti, e senza trasmettere quel rimorso ai delicati pazienti che avrebbe avuto in cura, poiché il dubbio è il peggiore dei nemici da combattere in questi giorni, ed affrontare sempre.

Ad oggi il Maestro Francesca Granieri è impegnata nello sviluppo del suo atelier: “l’Artelier di Francesca”, in particolare focalizzando la sua attenzione sull’arte contemporanea e portando avanti il suo studio nell’affinare la tecnica della pittura di cronaca (da lei cosi nominata e che riguarda 

acconti in pittura di fatti delicati e scomodi riportati dalla stampa per scuotere le coscienze) ed il filone che sulla Galleria degli Artisti Contemporanei “PitturiAmo” ha battezzato Espressionismo-Metafisico psicoanalitico, per ricordare che l’esperienza estetica è quello stato in cui tutti i sensi sono attivi e coinvolti l’un l’altro convergendo la persona nel “presente” esatto in cui sta creando (qui ed ora creativo). Inoltre collabora in numerosi percorsi di arteterapia.

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Logo nuovo Maison d'Art con cornicetta

Diploma Accademico i Protagonisti della Storia

Premio accademico Pablo Picasso b

 BIOGRAFIA D’AUTORE a cura dello storico e critico d’arte Carla d’Aquino Mineo

STORIA DI ARTE VISSUTA DEI GRANDI AUTORI DEL ‘900

DALLA LUCE DI CE’ZANNE ALLA POETICA DELL’IMMAGINARIO 

FRANCESCA GRANIERI

Biografia d'autore copertina

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