GIOTTO E IL SUO TEMPO

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GIOTTO E IL SUO TEMPO a cura del critico d’arte Carla d’Aquino Mineo

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Giotto (1266 – 1337) Colle di Vespignano nel Mugello – Firenze

GIOTTO E IL SUO TEMPO a cura del critico d’arte Carla d’Aquino Mineo

Giotto di Bondone è considerato uno dei più grandi artisti di tutti i tempi. Fu allievo di Cimabue, raffinando la sua maestria d’arte nelle città di Firenze, Assisi e Roma, dove fu influenzato dal bizantino romanizzato che distinse la scuola romana alla fine del XIII° secolo, sviluppando la sua ricerca classica. Nel 1296 fu chiamato ad Assisi, dove aveva artisticamente lavorato Cimabue per affrescare la Basilica Superiore con notevoli maturità professionale, attraverso un linguaggio espressivo di ispirazione romana, bizantina e gotica per interpretare la Vita di San Francesco con la serie di 18 riquadri del registro inferiore, mentre rimane incerta la sua partecipazione in alcuni riquadri nel registro superiore. Di notevole maturità artistica appaiono le tre file di pannelli dipinti, le Storie del Cristo e della Vergine con l’Annunciazione raffigurata sull’arco trionfale e nella parete di ingresso il famoso Giudizio Finale nella cappella degli Scrovegni a Padova realizzati, tra il 1303 ed il 1305, dove si ritiene che fu anche architetto. La pittura di Giotto rivela nell’insieme un ordine compositivo con un forte senso plastico che determina rilievo alle singole figure che sembrano sapientemente modellate, interpretando un sentimento drammatico che crea un linguaggio innovativo che distingue tutta la pittura del Trecento. Giotto durante la sua notorietà decise di raggiungere Firenze per esplicare attivamente la sua opera di maestro d’arte nella sua bottega ed in questo periodo realizzò la Madonna in Maestà che fu collocata nella chiesa di Ogni Santi ed oggi negli Uffizi, dove è visibile il rinnovamento sulla base di Cimabue e di Duccio, realizzando il ciclo di affreschi per le cappelle Bardi e Peruzzi in Santa Croce. Le opere d’arte di Giotto furono richieste anche a Napoli da Roberto d’Angiò, a Milano dai Visconti, mentre a Roma nella Basilica Vaticana sono visibili i due Angeli del mosaico della navicella ristrutturato ed in San Giovanni Laterano l’affresco con Bonifacio VIII° che proclamava il Giubileo. Nel 1334 Giotto per lavori di architettura e urbanesimo nella città di Firenze progettò il campanile di S. Maria in Fiore che non riusci ad ultimare, ma fu proseguito da Andrea Pisano e realizzato dal Talenti nel 1357, lasciando un patrimonio artistico e l’esempio di una scuola che proseguì nelle generazioni successive.