LA DIVINA COMMEDIA

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Dante Alighieri (1265 – 1321) Firenze – Ravenna

LA DIVINA COMMEDIA a cura del critico letterario Carla d’Aquino Mineo

L’illustre DIVINA COMMEDIA è un poema composto di 100 canti ed è costituito, mediante una perfetta simmetria nella sua articolata simbologia. Di evocazione medievale, si rivela nelle terzine una modalità visionaria, mentre scorre la narrazione del viaggio che Dante descrive ed immagina di avere vissuto nei tre regni dell’Oltretomba per giungere all’Empireo con la gloriosa visione beatifica di Dio. Il viaggio poetico ed immaginario ha la peculiarità di svelare significati allegorici, dove il viandante si configura nel personaggio storico di Dante, che esterna i sentimenti umani, mentre l’anima che erra con il peccato, si riabilita attraverso la purificazione nella virtù di sapienza e di razionalità, sforzandosi di ascoltare la sapienza divina e  rispettare il magistero della Chiesa per illuminarsi di fede e giungere alla gloria divina nella beatitudine celeste nella pienezza della visione di Dio. In tal modo, la narrazione poetica è anche, la sublimazione di una dottrina salvifica per ogni uomo. L’esperienza umana, quindi, diviene verità trascendente che percorre la complessa trama poetica con allegorie che rispecchiano la poetica del tempo di Dante. L’inizio trascrive lo smarrimento nel venerdì santo del 1300 di Dante, che nel mezzo del cammino di sua vita, si ritrova in una selva oscura. Consapevole della sua sofferta condizione, cerca di superare questa dimensione, giungendo ai piedi di un colle, illuminato dal sole nascente, ma il cammino è ostacolato da tre fiere: una lonza, un leone ed una lupa, mentre gli appare l’ombra di Virgilio, il quale gli rivela che dovrà affrontare un lungo viaggio negli abissi dell’Inferno, ascendere nel Purgatorio, sino a raggiungere il Paradiso per la beatifica visione di Dio. Così, Virgilio, simbolo della razionalità umana, sarà la guida di Dante per scendere negli abissi infernali e mostrare la tragica esperienza della dannazione e perdizione dell’anima, giungendo al centro della terra dove si presenta nel suo regno Lucifero. Superando le forze del male, Dante riesce ad attraversare un lungo percorso ed esce dal baratro per “riveder le stelle” agli inizi della montagna del Purgatorio, un’isola che emerge nel mezzo dell’Oceano. Di girone in girone, le anime espiano i loro peccati, mentre Dante sale per giungere alla sospirata cima per inoltrarsi nella “divina foresta spessa e viva”, dove gli appare la visione di Beatrice e Virgilio abbandona la scena. Alla fine, Dante, purificato anela ad ascendere verso le stelle, insieme a Beatrice, dove incontrerà le anime dei beati nella loro gloria e beatitudine celeste, sino ad inoltrarsi nell’Empireo, quel cielo statico, ma metafisico per contemplare nella mistica rosa tutto il regno dei beati innanzi a Dio, dove Beatrice si pone nel suo posto e San Bernardo rivolge alla Vergine un’accorata preghiera. Ecco che allora, superati i nove cieli e l’Empireo, Dante ha la sublima visione luminosa di Dio nell’intuizione dei misteri supremi della Fede, Trinità e dell’Incarnazione, spiegandoci con un significato letterale i valori allegorici e morali del poema, mediante il trapasso dalla realtà terrena verso un nuovo ordine ultraterreno e spirituale. Per questo motivo, la Divina Commedia rappresenta la storia interiore del poeta, che nell’errore ricerca la giusta via della salvezza, personificando tutta l’umanità in una visione universale per anelare la gloria e la luce di Dio in un poema che manifesta una grandezza poetica espressa nell’essenzialità reale per divenire concretezza spirituale.

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Antea Pirondini – Codisotto di Luzzara – Reggio Emilia

BIOGRAFIA

Pirondini Antea, vive ed opera a Codisotto di Luzzara. Nel 1988 registra la sua prima impegnativa uscita con una personale al “Cavallino Bianco” di Suzzara culla del famosoPremio. Da allora ad oggi le personali, le collettive, le rassegne e i concorsi sono stati più di cento in tutta Italia oltre ad una collettiva in Germania a Weingarten città gemellata con Mantova. Ha collaborato con la Redazione della rivista “Arte e Cultura”, la Fondazione UCAI e la fondazione Xante Battaglia di Milano. Ha partecipato a rassegne itineranti come “Di segno in segno attraverso la padania” organizzata da Gianni Baldo e presentata da Benvenuto Guerra e quella organizzata da Gilberto Zacchè “Ritratti e profili critici di artisti contemporanei”.
L’ultima mostra in ordine di tempo quella effettuata nel mese di aprile presso la Galleria Arianna Sartori di Mantova. Le opere di Antea Pirondini fanno parte di importanti collezioni, quali la Galleria del Premio Suzzara, la Galleria della Scuola Arti e Mestieri di Suzzara, la Biblioteca Maldotti di Guastalla, la Banca Reggiana di Credito Cooperativo, la Fondazione Slanzi di Novellare, nonché il Museo Diocesano che ospita la mostra. L’Archivio Storico Universale delle Belle Arti del Centro Accademico Maison d’Art di Padova Le ha conferito il DIPLOMA HONORIS CAUSA DI MAESTRO D’ARTE per meriti artistici e per la diffusione della cultura artistica in ambito nazionale ed internazionale.

Diploma Honoris Causa Premio Dante Alighieri

UN DANTE UNIVERSALE NEI DIPINTI DELL’ARTISTA ANTEA PIRONDINI a cura del critico d’arte Carla d’Aquino Mineo

Intensamente espressiva e comunicativa nel vigore emozionale, riassume nella costante ricerca, la peculiarità pittorica dell’artista Antea Pirondini che insegue linee e colori capaci di raccontare l’uomo, tra aspetti psicologici e formalistici nei valori che sfidano i nostri tempi. Così, tra segno e colore i suoi dipinti giuocano una dialettica serrata, dove l’immagine coglie riflessioni di vita, esplorando con linguaggio innovativo, e dato prezioso, quell’inesauribile occasione e sorgente di significati che percorrono il tema della “Divina Commedia”, dove l’autore-protagonista, Dante poeta e personaggio, presente in ogni punto dell’invenzione, trascrive, sia pure in maniera stilizzata e sublimata la storia di esperienze biografiche e di ragioni morali, dove il pentimento ed il proposito di conversione di uomo singolo si esaltano e si ampliano fino a rispecchiare in sé l’angoscia e l’esigenza di rinnovamento dell’umanità. Ecco che allora, il poema rivela la sua duplice natura personale e universale, lirica e dottrinale, dove convergono le componenti essenziali dell’ispirazione dantesca nel tema etico e politico che affonda le sue radici nelle vicende concrete dell’uomo d’azione e dell’esule, costruendo le basi di una storia universalmente valida, in cui emergono sentimenti, angosce, polemiche, speranze e nostalgie. E proprio, la stessa trama evidenzia figure, in cui si incarnano simbologie, allegorie, personaggi di un’esperienza vissuta nella sua duplice essenza caratteriale, intellettuale ed affettiva: Virgilio, il poeta prediletto, maestro di stile, testimone e profeta di una solenne ideologia; Beatrice la donna unicamente amata, immagine di una purezza giovanile brevemente apparsa, quindi, perduta e rimpianta nell’amara rimembranza e nel pentimento. In questo contesto storico e poetico, si snoda il racconto pittorico dell’artista Antea Pirondini con una nuova interpretazione dei temi della Divina Commedia , attraverso uno studio di sguardi, atteggiamenti, abbracci, in cui la pittura è fortemente introspettiva, piena di vibrazioni, di ansie, di trasporti affettivi. Appunto il segno ed il colore ne sono tramiti evidenti, dotati di un forte quoziente simbolico, mentre la narrazione figurativa si regge, nella poetica dell’immaginario, sulla capacità di evocare memorie e passioni, in un’ambientazione misteriosa e surreale dell’inferno, purgatorio e paradiso dantesco, assumendo un valore simbolico per muoversi nell’ambito dell’uomo, delle sue azioni e fantasie, esprimendo un “realismo magico” con una venatura simbolico- espressionista, carica di inquietanti fermenti, nella quale sensualità e rigore mentale, enigma e poesia si fondono dando luogo a favolose interpretazioni, tra campiture di colore nella varietà di gamme cromatiche, che dai rossi fiamminghi si evolvono in bianchi screziati nella dialettica del nero per svelare un raffinato cromatismo in pura luminosità nella ricerca del divino. Tale ascendenza di linguaggio, appare originalmente rielaborata in una rinnovata pittura dalle stesure tonali che convergono verso una dimensione onirica ed astratta, in cui si stagliano figure e personaggi che appartengono alla storia del poema dantesco, in una concezione pancronica, scandita dal gioco di effetti di luce e di ombre, di densità di chiaro- scuri, ricchi di cromatismi tenui e solenni, varcando ogni barriera fra l’umano e il divino con un’ispirazione misticamente pervasa di suggestione, ma anche di scienza dantesca. Questa nuova modalità stilistica che supera i dettami accademici, pervade ogni dipinto dell’artista Antea Pirondini, indicando il grado di trasmissione dei pensieri e dei sentimenti. Metafore, ma vorrei dire anche apologhi morali, dove la tensione verso la poesia, verso il sogno, la spiritualità è coinvolgente. Alla fine, Antea Pirondini, riesce mirabilmente a coniugare la sua fuga onirica con una sorta di estrema lucidità intellettuale, dove un logos euclideo convoglia emozioni e voli dell’anima entro un tessuto razionale. Le stesse forme immaginarie che inseguono una scenografia meravigliosa non limitano il racconto dantesco, ma sono una spinta all’immaginazione creativa, dove la convergenza, tra storia e fantasia, determina “un’irreale realtà”, percorrendo i meandri della psiche umana, mentre ci trasporta nell’inconscio collettivo nell’avventura di una dimensione trascendentale alla ricerca del divino in simbiosi con la totale armonia dell’universo. 

Carla d’Aquino Mineo

ATMOSFERE DELL’INFERNO dell’artista Antea Pirondini

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ATMOSFERE DEL PURGATORIO dell’artista Antea Pirondini

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VISIONI DEL PARADISO dell’artista Antea Pirondini

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