LIBRI D’AUTORE

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LIBRI D’AUTORE – ARCHIVIO STORICO UNIVERSALE DELLE BELLE ARTI DEL CENTRO ACCADEMICO MAISON D’ART DI PADOVA

Il Centro Accademico Maison d’Art di Padova presenta un’interessante documentazione illustrativa di LIBRI D’AUTORE per segnalare testi narrativi e poetici con una significativa informazione culturale e letteraria di Autori d’oggi.

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Dott.ssa Maria Chiara Forcella – Psicoterapeuta e Psicologa  Poetessa – Padova

Maria Chiara Forcella nata a Palosco (BG) residente a Padova, ha vissuto in Carnia e a Venezia, PSICOLOGA PICOTERAPEUTA ad indirizzo analitico. Ha pubblicato Claut e Brunduis (Chiodi e Susine), Edizione Universitaria, Venezia 1998, “Nuovi Orizzonti” con Maison d’art, Padova 2009 , Cidules (Rotelle infuocate) con l’antica legatoria libri Cesarò, Padova 2010, Noi le donne… Mediagraf editore Padova 2017, Noi le donne… due Padova Logos Edizioni 2018. Ha partecipato a numerosi Festival, Maratone e Incontri di poesia sia a Padova che a Venezia. Tra i quali: incontri artistici a “Le Colonete” Venezia, “Mercoledi’ letterari Veneziani”” alla Taverna del Baffo 1997-98. Ha partecipato al Festival Mare “ Arte Poesia e Moda Costumi Shows” presso il Palazzo del Cinema al Lido di Venezia 2001. Ha contriibuito all’organizzazione e partecipato a numerose “Giornate mondiali della poesia patrocinate dall’Unesco” organizzate dallo scrittore e poeta A. Cabianca a Padova .Ha organizzato con A. Cabianca tre incontri di poesia e musica negli Oratori di Padova, all’interno delle Rassegne dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova “ RAM “ e” Universi Diversi” Oratori Poetici 2011”. Ha presentato il Libro di poesie Pensieri all’Orizzonte presso la sala della carità in collaborazione con l’artista Ivonne Suardi a cura della Galleria d’arte Maison d’art 2013 e presso “” Piazza delle idee””a Padova 2013. Ha pubblicato le sue poesie in diverse antologie e riviste di Poesie. Tra le quali: Antologia poetica Giacomo Casanova, Edizione Universitaria , Antologia “ Tracce” Edizione Nuovi Poeti”, Antologia “Il Fiammifero” poesie e racconti, Edizioni Penna e Calamaio 2013-14, Antologia “La Combriccola”, Antologia “La tentazione di esistere”, Editrice Limena Mentis, Antologia “Soglie” Editrice Limina Mentis, Antologia ”I segreti delle fregole”, Editrice Limina Mentis. Antologia Pagine di Poesia “Nuovi poeti contemporanei, 2013 Antologia Pagine di poesia Poeti contemporanei, 2014. Ha Pubblicato poesie sulla rivista ”Inverso” Quadrimestrale di Poesia Padova. Ha pubblicato poesie sul “Quadrimestrale di letteratura e arti varie”. Ha pubblicato un articolo su Collana esprit ““Arte Psicologia e Psicanalisi”” “ Rassegna Storiografica Decennale” di Ivan Projet, Editore Limina Mentis 2018. Ha pubblicato inoltre un racconto su antologia penna e calamaio Padova 2014,”La giornata di Ottavia” e ”Vita e scritti su Santa Chiara di Assisi: Lettere di Santa Chiara a Santa Agnese” Padova 2015 e sullo stesso argomento ha tenuto una conferenza presso la Sala della Carità di Padova nel 2014.Ha partecipato nel 2015 in qualità di relatrice agli incontri letterari SCRITTURE AL FEMMINILE POESIA O PROSA? Esperienze al confronto.

E’ Ambasciatrice di Pace della Federazione delle Donne per la pace nel mondo ha scritto i seguenti articoli sulla rivista” Voci di pace”:” Le donne nel Risorgimento” 2011, ”Eleonora Roosvelt” 2014,”Chiara la donna che disubbidi’ due volte”, 2015.

Legge Poesie presso la Maison d’Art in occasione di mostre di pittura ricercando ed approfondendo un percorso di legame Psicologico e Psicanalitico tra arte pittura e poesia. Interviene leggendo poesie presso radio e televisioni. E’ presidente di una Associazione di volontariato IGEA che si occupa di tematiche al femminile.

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Maria Chiara ForcellaPensieri all’orizzonte

1 Boston

Che vertigini

Che verticali

Che rotondità

Che spigolature

A Boston

Che negritudine

Che amori

Che istinti

Che sirene

Che sirene della polizia

Che sireni

Che corpi a fuscello

Che desideri non stop

Che luna a Boston

Che tenebre

Che vita moderna a Boston

Che basilico a Boston

Che vita di sera

Che metrò

Che chiese, che grandi chiese

Che margherite a Boston

Com’è dionisiaca Boston!!!

2 Varietà d’amore

Amore mio

tuo

di sempre,

e di tutti

di una volta

Amore

bello,

brutto,

assente,

convenzionale

Amore rilassante

banale

anatomico

esotico

femminile

fisico

psicofisico

psichedelico

psicotico

Pissi, Pissi Bao Bao

3 Perdersi a Venezia

Perdersi a Venezia

mi perdo…

lungo le sue fondamenta

nel chiacchiericcio esotico dei suoi campi,

nelle sue intricate calli,

nelle sue arabe facciate

e perdo la strada.

Mi soffermo e penso:

che cosa c’è di

più piacevole, bello e poetico

che perdersi a Venezia.

In fondo nessuno

desidera

tornarsene a casa.

4 Tramonti dal lido

Se ti capita guarda un

tramonto

a Venezia vista

dal Lido.

E sentirai

e vedrai

una Venezia

diversa,

non solo cambia

l’ottica,

ma l’ottica

cambia!

5 Intermezzo a Parigi

Con le mani insanguinate dai vetri

del tuo cuore

me ne

vado

per Parigi

cercando

di dimenticarti…

6 Una biciclettata

Durante la mia serale

biciclettata,

mi si para davanti

una bella nera di arancione

e blue bardata,

altezzosa e allampanata.

Ed io bianca emaciata e

stressata

cedo il passo a tanta beltà

esotica incontrata.

7 Matematica amorosa

Vederti e amarti e tutt’uno

non esiste

uno + uno.

Io ti amo

Ed è

Tutt’uno.

8 Lo scoglio

Sulla barca il mio sentire

sbarca.

Sulla pietra bianca

il mio abbraccio

arranca.

Sul bianco scoglio

mi è nato “un voglio “.

Sul mare ondulato e liscio

Io ci piscio.

Ma sul murazzo io

mi imbarazzo.

Il tuo telo

come un velo

ci nasconde dalle

magiche onde.

Ed il Lido

diventa per noi un caldo nido.

9 A Pirano

Un cameriere biondo

a Pirano

dall’accento slavo-tedesco

in un caffè liberty

con l’arredo in vimini

mi portò

un the rosso fuoco

tea Butterfly.

Dobro, dobro.

Era un bellissimo giorno

di pioggia

e anche la pipì

mi venne

rossa

a pioggia

10 Sinfonia al femminile

Fiore di donna

Fiore gentile

Fiore caparbio

Fiore fragile

Fiore testardo

Fiore mio

Fiore tuo

Fiore nostro

Fiore

di tutte noi

Fiore unico

e

molto raro

11 Dipartita da San Vito dei Normanni

Dal sud

di San Vito dei normanni

scivolavamo

a 150 all’ora

con una mercedes

sull’autostrada

verso il nord

con tramonti di palle infuocate

e poi sotto un letto

di stelle.

12 Sms chi sei?

Chi sei?

Ora sono a Lisbona

Domani a Madrid

Cosa vi porto?

Urla di gabbiani

Il grido del vento

La violenza dell’oceano.

Da Oporto portami del porto

E se trovi

I sigari Alhambra

Saresti una vera

Cassandra.

Il volto rugoso dell’Estrema dura

Fa gustar la calura.

Ma il tramonto argentino in laguna

Di cristallo

Fa pensare delle streghe al ballo

13 VOGLIA DI…

Voglia di vivere

Voglia di morire

Voglia di amare

Voglia di odiare

Voglia di filosofeggiare

Voglia di sognare

Voglia di poetare

Voglia di disfare

Voglia di soddisfare

Voglia di razionalizzare

Voglia di non pensare

Voglia di fare ciò che a uno piace e pare…

14 Amore astratto futurista

Lui ama lei

Lei ama un altro

Ma l’altro non lo sa

L’ altro ama un’altra

Anch’io amo lui

Ma lei non lo sa

Ma lui non mi ama

Lui ama lei

Lor infine non si amano

Lei non ama lui, lei ama un altro

E io amo lui ma lui non lo sa

Ma lui ama lei,

forse

Un giorno ,

Lui mi amerà

15 Quell’anno

Quell’anno la primavera

Non c’era stata

E poi sei arrivato tu

A quella piacevole cena

Offerta

Con quel tuo sorriso

Solare

Con quello strano e

Simpatico accento

Con una casa

vicino al grande poeta

E poi mi hai portato

in una Isola

totalmente verde

16 New York CASCOU

Kandiski, Leger, Picasso

14 ore al giorno

Whitman mattino e sera

Oh my feet!!!

Gente di colore

E di tutti i colori

Che fremeee

Che vibraaa

Universali, sempre ovunque

Grattaceli che sembrano pezzi di cielo

Giù in verticale

Tagliati a fette

Fanno ombra alle mastodontiche

Chiese gotiche

Et Mary Clear and Cascou

In the Red Hotel Loews

17 Viaggio nel sacco a pelo

E così col sacco a pelo

Dei miei viaggi

Sul pavimento

Della mia stanza cuccia

Pavimento freddo

Sacco a pelo caldo abbiamo fatto l‘amore

Ti amo

Anche se so

Che tu

Non mi ami

Fino in fondo, nonostante ciò

Con il sacco a pelo

Dei miei viaggi

Ho viaggiato con te

Sul pavimento

Per tutto il pomeriggio

18 I muri di Parigi

Sui rari muri

Di Parigi

Ero lì

A cercar di far

L’amore ma

Allora

Non avevo

Te

Nel cuore

19 Piccoli Buddha Birmani

Piccoli Buddha Birmani

In fila arancione

Con le vostre

Ciotole di

Riso

vuote

il mondo non

starà a guardare

il mondo seguirà

con umiltà

e tenerezza

e coraggio

e solidarietà

la vostra fila

addolorata

ma sempre colorata

e di vita animata

dal sorriso nonviolento fermo ed inviso

di Aung San Su Kyi

20 Alexander father’s murder( L’assassinio del padre di Alessandro)

Fichi secchi, uva , mele cotogne

e melagrane

pendevano dalle colonne

del palazzo di Filippo

che domina la pianura.

Lontano un tintinnio

di capre

dolce melodia infantile,

scorre the joy,

scorre the festivity,

scorrerà il sangue, tra poco,

in the real palace.

Si prepara al matrimonio

Cleopatra, figlia di Phlip,

l’orbo e zoppo re macedone,

con il re dell’Epiro.

Il futuro sposo ansimante l’aspetta,

la sera teatro

nella piccola arena.

Matrimonio politico?

Matrimonio d’amore?

Alexander istruito

alla sapienza di Aristotle,

figlio del medico

di corte del re macedone,

giovane ignaro ed incredulo,

non sa del sangue,

che decreterà

la sua ascesa.

Scorre la gioia

scorre la festa

play cembalos

play lyres

play harps

Omaggio a Dionysi

Omaggio ad Delia Theleia

““ the king ordina””

Via le guardie del corpo”

I “tiranni solo ne hanno bisogno”.

Al varco

The murder waiting you

colpo mortale,

ferale,

fugge, inciampa,

viene fermato,

ucciso fulmineamente.

Assassinio politico?

Omicidio amoroso?

I Persiani?

La Regina?

L’uomo amante del re?

Aristotele detective

cerca la trama

segue il filo d’Arianna memoria

scrive ad Alexander il grande

che ha conquistato l’oriente

ma non conquisterà la verita’.

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Francesca Calzoni – in arte Fedra – Brescia

BIOGRAFIA

Francesca Calzoni, alias Fedra è nata il 18 febbraio del 1991 a Breno e risiede a Niardo, un piccolo paesino della Valcamonica, zona nota per le incisioni rupestri di Capo di Ponte, ma anche per gli affreschi del Romanino. Ha dedicato la vita allo studio, appassionata della natura e tutto ciò che pulsa, senza tregua in questo mondo, il pulsare…si lento o veloce della natura accompagnato dalla musica, che sia un tango argentino, di Astor Piazzolla o Carlos Gardel, un’emozionale musica del trombettista Louis Amstrong,o qualsiasi altra musica come sinfonia pittorica. Anche la lettura è una fonte ispiratrice per scrivere testi poetici con i colori dell’anima.

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Calzoni Francesca
ANTOLOGIA POETICA
VENTI POESIE A TEMA LIBERO

ANTOLOGIA POETICA
Illustrazione per copertina:viandante sul mare di
nebbia,Romanticismo tedesco,di Caspar David
Friedrich,1818,
(olio su tela,98,4×4,8
cm),Amburgo,Kunstatalle
Sez.II:Poesia”Silloge di poesia edita a tema
libero,”pubblicato per il concorso :
Ragunanza
Poesia, Narrativa,Pittura, 6^ ed. 2019

INDICE
I Arcadia Moderna p.6
II Soliloquio della Natura p.9
III Partenza improvvisata p.11
IV Emozioni p.12
V Profumo di donna p.13
VI Genesi p.14
VII Mille e una notte p.16
VIII Emigrare p.17
IX Mare Nostro p.19
X Ricordi di una leggenda p.20
XI Preghiera d’amore p.23
XII Infinito p.24
XIII Metamorfosi p.25
XIV Inverno p.26
XV Selene p.27
XVI Domino p.28

XVII Impressioni p.29
XVIII Grisantemi p.30
IX Profumo d’Oriente p. 31
XX Diritto inalienabile p.32

Venti poesie a tema libero

I

Passato fu il tempo in cui i tuoi amati citaredi,
aedi e pastori musicanti cantavano
le vicende di eroi o amori lontani:
di amor casti e amor profani;di battaglie
o conquiste,che nella casa degli dei
ancora oggi riecheggiano, giungendo
fino al Parnaso,al Menalo,al Liceo e
all’Elicona.
O mia diva e musa,io ti narrerò con il mio
suono della voce e del pensiero cosa il cuor mio sente,
e lo confiderò senza timore di mentire.
Io non appartengo alla stirpe di Lino,Orfeo
e la cetra o la lira non so suonare,ma
voce divina posseggo per cantare e con essa
esprimo il mio desiderio d’amore e di libertà.
Ciò che una volta era degno di lode e vanto,ora
è degno di disprezzo,abbandono,desolazione.

 

L’età dell’oro dei pascoli erbosi,delle fonti lucenti
e limpide è volta al termine, portando
con sé la decadenza.
Se un tempo si narravano leggendari e misteriosi
luoghi lontani;
di mostri mai veduti o combattuti,
molto più semplice sarà il mio racconto,
forse meno avvincente; ma sicuramente
difficile da dimenticare,perché ogni uomo,
donna o bambino porta con sé una parte
della sua colpa.
In ogni dove, s’ode il lamento disperato di Pan:
sofferente e dolente.
A nulla più serve il conforto di Ninfe,
Satiri o Sileni.
Tutti piangono e compatiscono le ferite di Gaia;
un tempo così bella e oggi mutilata nel corpo,
ma soprattutto nell’anima,per via di colui

che credeva suo amico.
Un tempo fedele solo a lei,oggi idolatra del potere.
Sì forte è l’odio verso l’uomo,che nulla più la può
fermare.
Le chete acque, divenute furie bestiali, investono
e distruggono ogni cosa per rivendicare
la propria antica dimora.
I venti divengono mostri ignoti.
Nessun sentiero è più sicuro,perché il terreno
frana e trema sotto i piedi, e gli antichi guardiani
si risvegliano dal lungo sonno.
Dal caos si ritorna al caos.
I pianti e gli urli di disperazione sono ormai
cosa vana e nulla più può alterarare il corso degli eventi:
nemmeno una possibile redenzione.
Cieco e sordo è l’animo umano e,cure non
esistono a questo male incurabile fatto
di narcisismo,stupidità,perversione.

II

Un tempo ero per te una dea.
Amata e onorata.
Non ti importavano i miei difetti,anzi li elogiavi
tanto quanto i miei pregi. Di me amavi tutto.
La semplicità,la purezza racchiusa in una calda brezza
marina,
il canto degli uccelli,il profumo del grano lucente
come l’oro da cui potevi trarre nutrimento.
Amavi tutto di me.
Amavi stare con me;dentro di me come un figlio nel
ventre della propria madre.
Da me apprendevi il giusto,l’errore,il dovere,l’amore,
il rispetto per sé stessi ma,soprattutto l’amore verso
il prossimo.
Ma ora non sono più nessuno: disonorata,sventrata,
violentata,abusata di tutto e in tutto.
La tua fame di potere ha annebbiato la tua mente,
il tuo cuore

Saresti disposto persino a vendere colei che ti
ha generato.
Guarda ora,come sono diventata. Sono lo spettro
di me stessa.
Sono una chimera :multiforme,incontrollabile,temibil
La mia parte oscura si è svegliata dopo un profondo
sonno,e la mia anima nera affamata di vendetta,
invierà a te quattro cavalieri dell’Apocalissi
scatenando su te la loro furia immane,distruttiva.
La terra tremerà sotto i tuoi piedi aprendo varchi imm
il fuoco travolgerà ogni cosa:resteranno
cenere,lapilli,fumo.
L’acqua inghiottirà Sodoma e Gomorra.
Nuove Atlantidi nasceranno.
L’aria spazzerà furente le Nuove Babilonia,
con i suoi idoli profani e templi,
oramai divenuti abusivi.
Un tempo amavi tutto di me.
Ora temerai tutto di me.

III

E il mio pensiero andò al ricordo di una sera,
non molto lontana,sorvolando i tetti delle case ,
i camini fumanti.
L’atmosfera era bianca,ovattata dalla neve,che lenta
Scendeva:pallida,morbida.
Un amico se ne stava andando. Senza far rumore;
senza avvisare;non lasciando lettere o altro.
Il lento abbraccio del sonno lo accolse con sé per sempre.
E nevicava ancora;silenziosamente.

IV

Una melodiosa voce di donna cantò dolci note, che
Toccarono il tuo cuore,facendolo vibrare come un’arpa.
Di soavi sospiri ardesti,nell’udire quella voce:
così calda ,quasi angelica.
Fremesti di desiderio,al solo pensiero di averla lì,
così vicino,ma al contempo così lontano.
Avresti voluto averla per te,ma non
avresti potuto trattenerla.
Era nata libera, e libera doveva essere.

V

Una rosa rossa,bagnata dalla rugiada mattutina
si schiuse.
Il suo profumo soave riportò alla mente il
volto di lei:quelle labbra carnose in attesa di essere
baciate;
quei suoi occhi gonfi,pieni di lacrime.
Lui non poté scordare quello sguardo.
Un misto di malinconia e domande che,
mai avrebbero trovato una risposta.
Come è fatuo l’amore. Sempre vacillante e
in cerca di approdi sicuri.
Proprio come te,rosa,che sei così bella,ma
il tuo candore svanisce rapidamente,non
lasciando altro che,le spine.

VI

Lontano fu il tempo della mitica età dell’Oro,
onde pace,amore e rispetto per gli dei e
per il prossimo,nostro simile.
Era un periodo rigoglioso,florido,in cui
ogni cosa aveva senso.
L’armonia deteneva il potere tra la Terra e l’Universo.
Gli dei e gli uomini erano lo specchio l’uno dell’altro.
La comprensione era un sentimento paritario,verace,
sincero,non costituito da secondi fini.
Era un legame indissolubile, come quello
che si crea tra un figlio con i genitori, o come
il raccolto fatto da un contadino dopo un lungo ed
estenuante lavoro.
Ma questa pace così idilliaca,lentamente cominciò
a svanire,venendo adombrata da qualcosa mai
conosciuto prima.
Demoni oscuri si insinuarono silenziosi nelle menti

e nei cuori degli dei come degli uomini.
L’odio,l’invidia,la violenza,ma,soprattutto,
l’indifferenza si fecero ogni giorno più forti,
e,sono giunti sino a noi “uomini contemporanei”,
che nasciamo già con questo cancro inestirpabile.
La sorte vuole che i più, vengano considerati sani
e normali,ma chi nasce,privo di questi demoni infetti,
venga considerato pazzo,se non addirittura,
un rifiuto della società,la quale per sopravvivere,
si è tramutata in un’anfisbene,che si autodistrugge
autofagocitandosi

VII

Sogna mio dolce cuore.
Amato,cullato dal lento passo di questo tango.
Sogna;dimentica ogni dolore passato,
che tu nascondesti così gelosamente.
Abbandonati a queste note così avvolgenti:
ogni dispiacer passato ti farà scordar.
La passione ti travolgerà:caliente,fremente.
Le strade di Buenos Aires saranno il tuo palco;
la musica sarà la tua ballerina e,fino
al nascer del nuovo giorno danzerete,senza sosta.

VIII
Addio,cara terra mia;questo sarà
l’ultimo giorno che ti rivedrò.
Addio.
Oggi,io devo partire.
Un’amara sorte,forse mi toccherà. Non so,
se ancor ti rivedrò un domani.
Spero,che il giorno in cui tornerò da te,
sia sempre più vicino.
Con te,resteranno i miei ricordi,
il mio passato,che fino a ieri era parte di una vita,
piena di dolori,fatiche,privazioni;ma anche se
me ne andrò,tu ,sarai sempre nel mio cuore.
Addio, cara terra mia. Ora è tempo di andare,
come gli uccelli migratori,anche io, devo seguire
nuove rotte.
Il mio viaggio non so,quanto durerà e
dove andrò,ma prometto, che da te tornerò.

Ma, ora devo andare.

Addio,cara terra mia,madre mia.

IX

Mare nostro: terra di frontiera,
di partenze,di arrivi.
Cimitero sommerso,per coloro che
Non poggeranno piede su un
Porto sicuro.
Forziere di tesori nascosti,
muto osservatore di episodi passati,
presenti, futuri che faranno la storia,
cosa darei ,se tu potessi parlare,
mandare grida di aiuto e dolore,
risvegliando le coscienze di noi tutti,
che non sappiamo nemmeno più
chi siamo?

X

Ricordi,Titiro,quando tu cantavi
al suon della tua lira,le bellezze di Gaia
e,le Ninfe danzavano,liete,guidate da
Satiri e Sileni?
Io,Talia,musa della Natura,gioivo alquanto
nel sentir voi, poeti d’Arcadia,parlar d’amore.
L’armonia che un tempo avvolgeva questi luoghi,
è ora soffocata,dalla discordia e dalla putredine del
caos,impossessandosi di ogni cosa si trovi sul proprio
cammino.
Pazzia e disprezzo sono i nuovi semi,che gli uomini,
coltivano e raccolgono.
Tu,Titiro,hai smesso di suonare e
badare alle greggi per dedicarti a nuovi ozi.
Hai riposto per sempre la tua lira e spezzato
le tamerici,rimpiangendo i tempi passati,quando
cantavi d’amore,di passione vera e fedeltà al

talamo.
Che bei ricordi! Mi ricordo ancora con quanto
fervore rievocavi questi sentimenti,tanto da farli tuoi.
Ogni volta.
Ma ora,rabbrividiresti e resteresti schifato,se io ti
dicessi in cosa si sono tramutati l’amore e la passione.
Possesso e violenza.
Il più degli uomini sono divenuti mostri:non hanno un
cuore,credono di amare la propria donna e i propri figli,
ma,non fanno altro che del male.
Pretendono e vogliono il loro amore a tutti i costi.
Sono talmente accecati dal possesso e dalla gelosia,
che preferiscono ferire le proprie donne,
nei modi più impensati:rovinando la loro
bellezza,gettando loro in volto dell’acido,
che le sfigurerà per sempre; picchiandole,a volte,
fino a ucciderle.
E non hanno cuore nemmeno con i propri figli.
Amara è la sorte di questo nuovo tempo.

Nulla più risuonerà su questi sacri monti,a me

così cari: ogni canto,suono o parola non saranno
altro che leggenda, e io lentamente svanirò con essa.

XI

Sentimento verace,di amicizia
pura,sincera dona la via a colui
che non ritorna.
Sii il suo faro,la sua luce.
Illumina i suoi passi per un lieto e
atteso ritorno.
Non dimenticarti di colei che a casa
ti fa tornare.
Ricordati per non dimenticare.
Pensa per ricordare.
Ringrazia e sarai amato.

XII

Infinito è il tempo che separa noi due,
anime celesti,leggere e senza età.
Infinita è la distanza,che si trova tra noi,
così vicina e così lontana, come
l’immensità della Galassia.
Infinite sono le cose che vorrei dirti, che
per paura non dico,ma che i miei sorrisi fanno
per me.
Infinite saranno le volte che ci incontreremo,
ci scontreremo,ma ora e sempre,saremo
piccole parti dell’Infinito.

XIII
Scrosciare d’acqua.
Turbinio di pensieri, che si riversano,voraci
in una mente oramai stanca,depressa.
Tormento interiore d’interminabile dolore,
ricercando un porto sicuro, dove approdare
in attesa della quiete dopo la tempesta.
A te,speranza mia,che fino ad ora sei rimasta
muta e in disparte,rivolgo ogni mio pensiero
e richiesta d’aiuto per ricondurre il cuor mio
a una pace sì tanto amata,desiderata.
Fammi ritrovare la via maestra,che mi riporti
sui passi della mia libertà,di un nuovo inizio,
di una nuova vita.
Ora seppellisco,per sempre, il mio passato
econ esso i miei dispiaceri,le mie delusioni,
pronta ad affrontare il domani, perché dalle ceneri
del passato è risorta la Fenice,che è dentro me.

XIV
“Inverno:mare in tempesta
e io sono partita per non
ritornare”

XV

“Luna piena ,signora della notte.
Due amanti abbracciati ti contemplano,
estasiati”

XVI
Una mantide religiosa ha mangiato
il proprio compagno.
Sacrificio d’amore,tu donna,sarai
la prossima.

XVII
“Un nuovo giorno ha inizio.
Un bimbo sta ancora dormendotranquillamente”

XVIII
“Grisantemi in fiore:lieta festa
Per il Sol Levante.
Un matrimonio”

XIX
“Mirra: libidine incestuosa
Dono regale.
Esaltazione dei sensi”

XX

“La libertà cos’è?
Aria nei polmoni
Non la puoi chiudere in una
bottiglia”

L VIAGGIO
Partirò.
Lasciando questa mia terra
ormai ,senza più, la speranza di vederti.
Di vedere te.
Lascerò questi mari,questi monti
con il pianto nel cuore.
Solo le parole del vento mi potranno consolare,e
confortare.
Non so dove andrò.
Seguirò i passi di chi mi ha già preceduta,
in questa impresa,
o forse,
ascolterò la voce del Vento,che lontano,
mi porterà, come le foglie a settembre.
Ma non ti dimenticherò;perchè ogni profumo o,
suono giungerà a te ,
come un’armoniosa sinfonia di sensi.
E queste note, ti faranno ricordare,ciò che non puoi dimenticare.

I DIOSCURI (CASTORE E POLLUCE)

Luminose erano le stelle ,
che ricoprivano quella notte,
come un grande manto damascato,
di perle preziose.
Mai prima d’allora i due ragazzi videro una cosa
simile,quasi senza tempo e memoria.
Lontano da tutto e da tutti.
E nell’immensità di quella luce ,vi era lei ad
attenderli ,come una madre fa con i propri figli.
In quella notte, lei li attendeva,per condurli
nell’infinito; e loro sapevano che,era giunta l’ora
di lasciare questa terra per ascendere ad una nuova dimensione.
Tutto tacque.
La loro partenza era imminente;e come raggi luminosi ,i Gemelli divennero stelle.
Brillanti e inseparabili, nella vita ,come nella morte.

VIBRAZIONI

Amami.
Amami ,come l’aurora che annuncia
la venuta del nuovo giorno.
Amami,come il vento che soffia
lieve tra i capelli, e prende per mano i tuoi pensieri,
facendoli viaggiare lontano.
Amami,come lo scrosciare dell’acqua ,che disseta la terra fino all’anima,sussurrandole parole d’amore,che nessuno
potrà mai sentire,o capire.
Amami,come la terra ricoperta a festa;
con i suoi profumi e frutti.
Amami .
Senza ripensamenti,senza paure.
Amami come la vita e come il tempo;
cercandomi dove non vedi,
dove non sai.
Trovami e ti condurrò alle porte dei sogni.
Ma amami.

NOTTURNO

Buia è la notte,
e l’immensità del cielo,
è riflessa nei tuoi occhi d’argento.
(haiku)

SENZA FINE

Senza fine, ti cercherò.
Te ne andasti da me,
sbattendo quella porta.
Un vuoto immenso,mi lasciasti,
e,per la prima volta,piansi;
perchè mi accorsi,di quanto
tu eri importante per me.
Senza fine,ti cercherò.
Cercherò i tuoi occhi nel mare,
sirena d’argento,
la tua voce nel’eco delle montagne,
il tuo sorriso,nella luce del Sole,
le tue lacrime,in una pioggia d’estate.
Senza fine,ti cercherò,e
da te
tornerò.

NOTTURNO

Senza te,andrò.
Nulla più vi sarà di facile,
che andare,partire.
Un lungo viaggio mi attende.
Lentamente,mi vedrai svanire:
con me ogni ricordo, se ne andrà.
Alla prima luce del giorno,il
mio riflesso svanirà;
nulla resterà di me,in te e per te.
Nemmeno il mio nome,che potrai
più sussurrare con una flebile voce,
o gridare al vento.
Nulla di me resterà per te.
Nessuna più lieve luce,potrai adorare
o contemplare di me.
L’alba reclama il suo arrivo,e
io non tornerò.

FOGLIE

Novembre.
Cadute son le foglie e tu
non ci sei più.
Te ne andasti,come un soffio di vento,
che porta via con sè ogni cosa,
lasciando in me un vuoto.
Svanisti in silenzio,seguendo il corso delle foglie,
per giungere all’Infinito.
Cadute son le foglie,e in esse provo a rivedere
la tua immagine ,presenza o ricordo.
Ma tornerà ancora Novembre, cadranno ancora
tante foglie ,
e il mio animo sarà sempre con te.

LEI VERRA’

Lei verrà. Un giorno.
Mutata non più nelle vesti di bimba,
ma di donna.
Dalle vesti dorate e dai capelli fulgenti,
come il grano di maggio.

Lei verrà; la figlia di Demetra,Proserpina,
seguendo il dolce canto degli uccelli di
primavera.
Porterà con sè il risveglio di Gaia;
il profumo dei fiori, si sentirà al
suo passaggio e ,
nuova vita sboccierà.

Lei andrà .Un giorno.
Perchè bella,perchè donna,perchè figlia
di Demetra.
Proserpina ,più non sarà;
ratto d’amore diverrà ,di Plutone,
padrone dell’Averno,che cieco e pazzo,
per sè,solo,tutta vorrà.
Discenderà nell’ Ade, come Persefone.

Mesto e pio,sarà il suo ricordo pensando
alla cara madre,alla luce della terra,
al profumo della vita.

Congedo prenderà dal mondo terreno,con la
promessa di tornare;soffiando su Gaia un alito
lento,dolce che la condurrà a un sonno,
profondo fatto di calma e attesa.

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RITA MASCIALINO – CRITICO CINEMATOGRAFICO – LETTERARIO E DI ARTI VISIVE

Rita Mascialino è nata a Genova il 10 febbraio 1946 e vive a Udine. È dottore in Lingue e Letterature Straniere (Tedesco), Venezia, con tesi discussa con il chiar.mo Prof. Ladisalo Mittner il 27 giugno 1969 e in Pedagogia a Trieste il 20 novembre 1974. Già docente di Lingua e Letteratura Tedesca nella Scuola Superiore di Udine, ha dato vita all’Avanguardia della critica denominata ‘Secondo Umanesimo Italiano ®’ per una critica che superi la libera interpretazione soggettiva del primo impatto con l’opera d’arte in generale e attinga il significato oggettivo della stessa. È giornalista iscritta all’Ordine Nazionale dei Giornalisti (Tessera N. 135297) dal 1998. È fondatrice e presidente dell’Accademia Italiana per l’Analisi del Significato del Linguaggio Meqrima. È fondatrice del Premio Franz Kafka Italia ®’ (opere edite) e del Premio Nazionale di Poesia ‘Secondo Umanesimo Italiano ®’ (poesie inedite) con pubblicazione online della Rassegna Fotografica e delle Recensioni delle opere degli scrittori e poeti qualificati, nonché delle Recensioni e immagini delle opere d’arte assegnate agli stessi, con ulteriore pubblicazione in volume cartaceo (Cleup Editrice Università di Padova) Rassegna di scrittori, poeti e artisti – Immagini e parole. È critico letterario, cinematografico e di arti visive. Ha diretto varie riviste letterarie specializzate e dirige attualmente la Rivista di Analisi del Testo Filosofico, Letterario e Figurativo in volumi a uscita libera (Cleup Editrice Università di Padova). È scrittrice di narrativa e poetessa. È scrittrice di saggistica negli ambiti di sua competenza, tra cui il saggio innovativo Pinocchio: Analisi e interpretazione e il saggio Il cavallo nero o l’altra metamorfosi di Franz Kafka (La passeggiata improvvisa) relativo alla scoperta di una nuova metamorfosi kafkiana avvenuta sul piano di un’esegesi non basata sulla libera interpretazione del significato dei testi letterari, ma basata sull’analisi oggettiva del significato dei testi. Molte sue opere hanno conseguito diversi riconoscimenti in ambito nazionale. È stata insignita del Premio alla Cultura e del Primo Premio per il Giornalismo (Il Musagete), del Premio della Critica Frate Ilaro del Corvo.

A lei ha dedicato la Pagina Culturale del Gazzettino (21 marzo 2001) lo scrittore CARLO SGORLON in: RITRATTO D’AUTORE: La studiosa friulana smentisce il detto di Alberto Moravia: ‘La città crea, la provincia imita.’

Titolo dell’articolo di Carlo Sgorlon: “MASCIALINO: La metafisica della critica

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Dalla Pagina Culturale del GAZZETTINO (mercoledì 21 marzo 2001), Ritratto d’Autore, titolo della Pagina: MASCIALINO: La metafisica della critica.

(…) A me è venuta in mente l’immagine del geologo che scava lunghissime carote di ghiaccio nell’Antartide e, dagli strati ella carota, ci sa poi dire mirabilia sulla storia geologica di quel continente (…)”

(…) Fissata la sua zona di scavo, Rita si sprofonda in essa in modi sterminati, fino al limite del pensabile, facendo appello a ogni possibile risorsa semantica delle sue conoscenze linguistiche. Qui è il luogo dove la Mascialino mostra ogni sua valenza. Dove noi vediamo significati semantici del tutto normali, lei scorge caleidoscopi di suggestive possibilità (…)”

(…) Quando noi siamo stanchi di seguirla e abbiamo il fiato grosso, lei continua ad addentrarsi imperterrita, dando segnali di avere appena incominciato a sondare la sua miniera (…)”

(…) Le frasi scelte per l’indagine, le strofe, i versi di cui si serve Rita sono un po’ il correlativo oggettivo del sacchetto di ossa, del pendolino, dei tarocchi, delle linee della mano usati dagli sciamani dell’Asia, dell’Africa o di casa nostra per ricostruire un mistero del passato (…)”

(…) Così ha analizzato una strofa di un canto gitano di Lorca, una lirica della Dickinson, un racconto di Poe, una tesi di Lutero (in latino), una frase dei ‘Promessi Sposi’ o un periodo de ‘Il trono di legno’ dell’autore di questo articolo. Il suo metodo è applicabile anche alle arti figurative (…)”

 Ulteriori informazioni tra l’altro:

www.ritamascialino.com – www.franzkafkaitalia.it – www.spazialitadinamica.it – www.secondoumanesimoitaliano.it

4 LUGLIO 2019, Intervistdi Rita Mascialino, Sala Isabella, Baglioni Santa Croce, Firenze.

Servizio Fotografico Raffaela Manzini Photographer, Via Lungo l’Affrico 22r, Firenze.

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Silloge poetica di Rita Mascialino Poter danzare spirito (2019, Cleup Editrice Università di Padova)

Testo della poesia che dà il titolo alla silloge:

Poter danzare spirito

Poter danzare spirito

Di raggi d’oro

Vortice incessante

E volteggio e su volteggio

Roteare

Tra le stelle

Pur nel braccio

Freddo e secco

Del potente

Vento astrale

E sapere

Oh sapere

D’esser vento

E anche raggio.”

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Maurizia Braga in arte Regizia – Occhiobello – Rovigo

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Eleonora Russo – Capua Vetere – Caserta

BIOGRAFIA

Pittrice, scrittrice e poetessa, è nata a S.ta Maria Capua Vetere (Ce). Laureata in Scienze Umane e Storia, ex insegnante di Lettere, ha partecipato a diversi concorsi sia per la pittura che la letteratura, riportando riconoscimenti importanti. Tra gli eventi artistici più recenti cui ha preso parte citiamo quelli presso Acc. Il Convivio Giardini Naxos (Me) 2013 e 2014, Vetrine d’Arte Firenze 2014, Gran Premio per l’Arte dell’Accademia Int. dei Dioscuri 2015 e 2016. Su invito ha esposto, con grande successo, in Italia e Francia. «Artista poliedrica, ama sperimentare misurandosi con diverse tecniche, pur mantenendo un’impronta figurativa ed un linguaggio aderente alla tradizione. Le sue opere sono caratterizzate da una spiccata tensione narrativa, che emerge soprattutto nei soggetti di ispirazione quotidiana. Dedita al simbolismo, ama dare corpo a tematiche spirituali e concettuali. La Madonna qui presentata omaggia l’icona di Pompei riproducendone tutti i particolari.» (Artitalia Edizioni)

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Gianni Longo – Catania

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Francesca Coletti – Scrittrice e pittrice – Milano

BIOGRAFIA

Nata a Bari risiede a Milano.

Ha svolto studi magistrali e frequentato vari seminari di danza, movimento, arte-terapia.

Da giovanissima si avvicina al mondo della pittura dipingendo il suo primo quadro a nove anni.

Ha sempre lavorato mantenendosi agli studi. Il suo lavoro come artigiana l’ha portata alla sperimentazione di varie forme d’arte e non ha mai abbandonato la sua personale sperimentazione artistica fino alla realizzazione di opere uniche in cui la natura è il tema dominante. L’amore per l’arte la sprona a frequentare il corso di “Arteterapia” Partecipa a numerose mostre ed esposizioni incontrando il favore del pubblico. La prima mostra personale e non unica allo spazio “Seicentro” di Milano l’ha vista presente in veste di organizzatrice.

È anche pittrice e ha partecipato a diverse mostre in Italia e all’estero.

Ha al suo attivo tre pubblicazioni: “La nostra storia”, “Colori dell’anima”, “Le profonde radici dell’essere”.

L’arte non riproduce ciò che è visibile,

ma rende visibile ciò che non sempre lo è”

Paul Klee

Ci sono pittori che dipingono il sole come una macchia gialla, ma ce ne sono altri che, grazie alla loro arte e intelligenza, trasformano una macchia gialla nel sole.

Pablo Picasso

Il rapporto che esiste tra poesia e pittura è molto antico e le opinioni su tale argomento sono stati sempre piuttosto ampi e articolati. Esistono due vie da percorrere: quella della “contaminazione” tra le due forme espressive e quella dell’”accostamento” tra le due manifestazioni artistiche.

Il percorso che intendo seguire è relativo all’accostamento tra poesia e opera pittorica, per mostrare, ancora una volta, come arte verbale e arte iconica, con i loro diversi linguaggi e con le loro diverse tecniche, possono essere splendide vie per esprimere la stessa percezione del mondo e dell’esistenza, gli stessi stati d’animo e labirinti interiori. Da sempre la letteratura e la poesia si ispirano alla pittura e la pittura illustra la letteratura e la poesia. La letteratura e la poesia si svolgono nel tempo, la pittura si staglia nello spazio: la letteratura ha uno sviluppo lineare, la pittura usa colori e forme che si collocano nello spazio. Tuttavia, la distinzione tra letteratura e pittura sulla base della temporalità e della spazialità viene meno quando si pensi ad un racconto pittorico sequenziale, come nel caso di un trittico o di un retablo, e risulta superata l’dea che la poesia esprima l’azione, mentre l’arte visiva i corpi. Francesca, da vera artista poliedrico riesce ad esprimere compiutamente il rapporto intima fra poesia e pittura arricchendo la Sua necessità espressiva.

ESTASI

L’apice della passione

mistica della poesia

due corpi che amano la notte

liberi di concedersi

nell’intimità del mistero

della bellezza che si svela

toccando il cielo con le mani.

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La luce nella pittura di Francesca Coletti emerge dalle parole accompagnate da un “gesto artistico” di notevole efficacia che pone la poesia sullo stesso piano della pittura, in virtù dell’uso di una tecnica pittorica con immagini spontanee e naturalistiche, così tanto dense da indurre alla riflessione, tanto forte è la robustezza compositiva della Sua continua ricerca estetica.

AUTOMI

Siamo come automi

si vive per lavorare

per guadagnare

L’appagamento

al potere

appanna gli ideali

distrugge i valori

inaridisce

I CUORI …

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AMICI

dell’anima

del cuore

che incrociano

le nostre strade

percorrendo

torridi

fiumi

ma sempre

con la pace

nel cuore

la bellezza

dell’animo

umano

è tendersi

la mano

INDIFFERENZA

Ci vuole coraggio

a non vedere la sofferenza.

Sento il mio cuore

chiudersi in una morsa.

Profondo il senso di impotenza.

Rabbia che sopprime

il mio sentire

l’amore per l’umanità.

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La realtà segue sempre la ciclicità del tempo ed è spesso caratterizzata dal ritorno come “passeggiata” da un mondo che si è scelto di esplorare per poi rifiutarlo. Ritorno come nostalgia di un percorso iniziato e non ancora portato a termine.

Linee e policromia essenziali ma forti e resistenti fanno di questa artista un’ottima pittrice e poetessa, portatrice di valori e sentimenti importanti.

INGIUSTIZIA

Vermi che strisciano nell’infamia

Vortici continui senza uscita

La mia anima nauseata da tanta falsità.

Aggrapparsi a vetri scivolosi

Disonesti!

Elemosinanti!

Che non rispettano la dignità …

non ne sono a conoscenza?

Delusione infinita …

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UNA STORIA D’AMORE

Vorrei scrivere una poesia

d’amore

ironica

mi riesce

difficile

il mio cuore

addolcito

dal tuo sguardo

dalle tue carezze

come posso

ironizzare

una storia … d’amore

La nostra storia … d’amore

mi perdo

nel mare

d’estate

torpore

delle tue

labbra

delfini

gioiosi

accolgono

la nostra

felicità

IL PITTORE ….

sente

una forza

tocca

dolcemente

una nuvola

ma il vento

con furia …

svanisce

nel nulla

il suo talento

non riconosciuto

mi addolora

lacrime

accolte

dall’oscurità

pagliacci

dell’arte

ingannano

il buon cuore

del pittore

Deluso … ma … il pittore …

si rialza!

non si abbatte!!

a tela

i colori

ammiratori

della sua arte

gli amori

incondizionati

il bel volto

dell’arte

silenti

luoghi

ascoltano

i nostri

cuori

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ONORE …

Imporre

umiliazioni

ti fa

onore?

Accresce

la grandezza

dell’ingiustizia

perversione

umana

onore

di vivere

ogni istante

inebriato

dai profumi

della comprensione

onore all’amore

UN SEGNO …

L’artista

crea per

l’universo

un riscontro

sociale

per crescere

e continuare

lasciando

un segno

nelle nostre

anime

società

che discrimina

il valore

umano

perso nel tempo

che fu …

un segno

indelebile

SEI TU

Sei tu

Che mi rubi

I sogni

Incomprensioni

Sofferte

Di notte

Sogni

Di volare

di giorno

Cadi

In un vuoto

Di fuoco

Che la

Tua

Mente

Rifiuta

Ma c’è

Invano

Lo spazio

Infinito

Di parole

Vuote

Dove sei …

Tu

IL MONDO

I tuoi occhi

Luccicano …

Non piangere …

Tu sai

Perché piangi …

Ma il mondo …

No!!

Tu sei il mondo!!

Noi siamo

Il mondo!!

Il nostro respiro

È sempre

più

affannoso!!

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Tristezza

L’AZZURRO DEL MARE

Il mio sguardo

è rapito

dal profondo

amore

l’azzurro

del mare

mi sfugge

sei riflesso

nella mia

anima

il sole

illumina

il tuo

viso

non c’è

bellezza

nel mondo

che vale più

del

tuo

sorriso

Joan Miró, uno dei più grandi artisti del ‘900, può essere definito come il “poeta del colore e delle forme che nascono dalla sua fantasia”, capace di restituirci l’incredibile forza della materia.

Per certi versi, quindi, considero Francesca Coletti una pittrice “impressionista” che riproduce sulla tela le sensazioni e le percezioni visive che il paesaggio gli comunica nelle varie ore del giorno e in particolari condizioni di luce.

IL CIELO

Gabbiani volano

su spiagge deserte,

l’immenso parla con l’anima.

Lacrime in notti di terrore.

Il cielo guarda,

ma è buio, attende

la luce della pace.

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LUCE E OMBRE

L’alba è in attesa del sole,

divina creatura dell’assoluto.

Luminosa è la terra

vestita di bianco candore.

Illumina alberi possenti.

Presto il cielo scompare nella notte,

la strada si fa dura,

i colori perdono valenza,

l’inconscio sopraffà la mente.

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I tocchi con cui i colori sono stesi sulla tela sono sempre gli stessi, perché presentano la fondamentale caratteristica di provocare intense e suggestive emozioni in chi l’osserva.

Se osserviamo con attenzione, i quadri di Francesca sembrano opere letterarie tradotte in pittura e comunque caratterizzate da un’armonica tavolozza di colori chiari.

IL FUTURO

Ferite, ti lasci andare,

ma come?

Domani … ancora domani …

Ti rialzerai, guarderai

negli occhi la verità,

il coraggio perso

nei meandri di un fiume.

Il silenzio sarà parola.

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I GIORNI DELLA CORONA

Corona

solo forma

i giorni passano

 

il male è dentro

debellare il mostro

allontanando

il nostro corpo

in una stanza

 

la nostra casa

accogliente

luminosa

amorosa

 

I giorni della corona

ne resterà

solo forma

Francesca Coletti Artenoi

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Marrgherita Casadei – Ravenna

BIOGRAFIA

Margherita Casadei (Ravenna – Italy). Nata nel 1982, abita e lavora nella zona di Cervia. Autodidatta per quanto concerne la pittura, laureata in Filosofia a pieni voti, inizia a dipingere quasi improvvisamente attorno ai 16 anni per un’urgenza personale d’espressione. Suona anche il pianoforte e la chitarra. La musica e la danza si sposano con i colori. Il suo percorso pittorico è una continua ricerca che si esplica nel periodo del liceo classico e prosegue ai tempi dell’università. Questa ricerca ha al suo centro la figura umana (quasi sempre dipinta come donna perché la figura femminile è più vicina al suo modo di sentire e di essere) con le sue problematiche e la sua comunicativa. La figura umana veicola significati e piani metaforici: nei suoi dipinti c’è cura per i sentimenti e le debolezze da un lato e dall’altro interesse per la danza e quindi la musica (simboli della vita) e per la ballerina simbolo di armonia, leggerezza, equilibrio e forza vitale. Altri oggetti della sua ricerca pittorica sono: gatti e cani (animali che possono istaurare con l’uomo rapporti davvero speciali); anche la maternità è fonte privilegiata di ispirazione. C’è interesse nel cogliere l’intensità dei momenti quotidiani e l’intensità nella semplicità dei piccoli gesti attraverso trasparenze che si alternano a toni decisi. Margherita Casadei si propone di esprimere un mondo vicino all’animo umano e, nello stesso tempo, che possa dare respiro all’uomo curandone l’anima con l’arte, lontano dalle ristrettezze materiali. Ha esposto per la prima volta a Bologna nel 2002 presso una nota libreria del centro con mostra bimestrale. Seguono mostre personali e collettive a Ravenna, Forlimpopoli e Forlì. Ha esposto in importanti manifestazioni d’arte tra il 2014 e il 2016 a Forlì, Piacenza, Innsbruck. Ha ricevuto l’Oscar per le Arti Visive a Monte Carlo nel Principato di Monaco nell’ottobre 2015 e il Mercurio d’oro per l’arte a Cesenatico nel gennaio 2016. Continua il suo lavoro di ricerca e la sua produzione con grande passione.

Antologia Poetica

034

FASCINO  

È scesa la notte

col suo volto di luna,

mille occhi le stelle ammiccanti

e di sogni trepidanti.

È scesa la notte

con le sue braccia di velluto,

un pizzico di follia

e la sua eterna magia.

Margherita Casadei

009

QUESTI GIORNI

poesia dedicata all’esplosione del COVID19 )

È arrivata la notte

col suo cielo silenzioso

ad abbracciare questa gente senza riposo…

Braccia aperte,

due ali per volare….

Anche nei tetri risvegli

che la vita impone….

Stringersi vicini alle persone,

avere comprensione,

sentir nascere nel cuore un’emozione…

Quella che ci dice: “Siete tutti fratelli,

cercate di riempire la vita, il più possibile, di momenti belli!”

Amare per davvero le cose semplici…

Anche solo capire quant’è bello poter respirare,

e in questa strana primavera i fiori poter ammirare…

Oppure sapere che se hai bisogno

qualcuno ti può aiutare…

Saper vedere con occhi puliti

quello che nella vita è importante,

sempre immersi dentro un grande girotondo danzante.

Margherita Casadei

003

ATMOSFERE PRIMAVERILI DELLO SPIRITO

Questi giorni che mi parlano di te,

questi giorni interminabili.

Questi giorni che vorrei tanto abbracciarti…

E un abbraccio negato

brucia nel cuore,

ed ha la stessa forza

di un piccolo fiore

che vuol sbocciare,

e vincere la durezza della terra

per poter anch’esso ammirare l’infinito cielo.

Margherita Casadei

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PRIMAVERA 2020

Primavera stanca,

dai fiori che s’aprono lenti,

sui rami che hanno subìto,

del vento tempestoso, i tormenti….

Nel silenzio, un rumore di lontani lamenti…

E il timido sole

ci saluta al mattino

già morente e affaticato…

E noi, in attesa di un abbraccio che possiamo solo desiderare,

senza poterlo ricevere, né dare.

Margherita Casadei