LIBRI D’AUTORE

001

002

LIBRI D’AUTORE – ARCHIVIO STORICO UNIVERSALE DELLE BELLE ARTI DEL CENTRO ACCADEMICO MAISON D’ART DI PADOVA

Il Centro Accademico Maison d’Art di Padova presenta un’interessante documentazione illustrativa di LIBRI D’AUTORE per segnalare testi narrativi e poetici con una significativa informazione culturale e letteraria di Autori d’oggi.

001

Dott.ssa Maria Chiara Forcella – Psicoterapeuta e Psicologa  Poetessa – Padova

Maria Chiara Forcella nata a Palosco (BG) residente a Padova, ha vissuto in Carnia e a Venezia, PSICOLOGA PICOTERAPEUTA ad indirizzo analitico. Ha pubblicato Claut e Brunduis (Chiodi e Susine), Edizione Universitaria, Venezia 1998, “Nuovi Orizzonti” con Maison d’art, Padova 2009 , Cidules (Rotelle infuocate) con l’antica legatoria libri Cesarò, Padova 2010, Noi le donne… Mediagraf editore Padova 2017, Noi le donne… due Padova Logos Edizioni 2018. Ha partecipato a numerosi Festival, Maratone e Incontri di poesia sia a Padova che a Venezia. Tra i quali: incontri artistici a “Le Colonete” Venezia, “Mercoledi’ letterari Veneziani”” alla Taverna del Baffo 1997-98. Ha partecipato al Festival Mare “ Arte Poesia e Moda Costumi Shows” presso il Palazzo del Cinema al Lido di Venezia 2001. Ha contriibuito all’organizzazione e partecipato a numerose “Giornate mondiali della poesia patrocinate dall’Unesco” organizzate dallo scrittore e poeta A. Cabianca a Padova .Ha organizzato con A. Cabianca tre incontri di poesia e musica negli Oratori di Padova, all’interno delle Rassegne dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova “ RAM “ e” Universi Diversi” Oratori Poetici 2011”. Ha presentato il Libro di poesie Pensieri all’Orizzonte presso la sala della carità in collaborazione con l’artista Ivonne Suardi a cura della Galleria d’arte Maison d’art 2013 e presso “” Piazza delle idee””a Padova 2013. Ha pubblicato le sue poesie in diverse antologie e riviste di Poesie. Tra le quali: Antologia poetica Giacomo Casanova, Edizione Universitaria , Antologia “ Tracce” Edizione Nuovi Poeti”, Antologia “Il Fiammifero” poesie e racconti, Edizioni Penna e Calamaio 2013-14, Antologia “La Combriccola”, Antologia “La tentazione di esistere”, Editrice Limena Mentis, Antologia “Soglie” Editrice Limina Mentis, Antologia ”I segreti delle fregole”, Editrice Limina Mentis. Antologia Pagine di Poesia “Nuovi poeti contemporanei, 2013 Antologia Pagine di poesia Poeti contemporanei, 2014. Ha Pubblicato poesie sulla rivista ”Inverso” Quadrimestrale di Poesia Padova. Ha pubblicato poesie sul “Quadrimestrale di letteratura e arti varie”. Ha pubblicato un articolo su Collana esprit ““Arte Psicologia e Psicanalisi”” “ Rassegna Storiografica Decennale” di Ivan Projet, Editore Limina Mentis 2018. Ha pubblicato inoltre un racconto su antologia penna e calamaio Padova 2014,”La giornata di Ottavia” e ”Vita e scritti su Santa Chiara di Assisi: Lettere di Santa Chiara a Santa Agnese” Padova 2015 e sullo stesso argomento ha tenuto una conferenza presso la Sala della Carità di Padova nel 2014.Ha partecipato nel 2015 in qualità di relatrice agli incontri letterari SCRITTURE AL FEMMINILE POESIA O PROSA? Esperienze al confronto.

E’ Ambasciatrice di Pace della Federazione delle Donne per la pace nel mondo ha scritto i seguenti articoli sulla rivista” Voci di pace”:” Le donne nel Risorgimento” 2011, ”Eleonora Roosvelt” 2014,”Chiara la donna che disubbidi’ due volte”, 2015.

Legge Poesie presso la Maison d’Art in occasione di mostre di pittura ricercando ed approfondendo un percorso di legame Psicologico e Psicanalitico tra arte pittura e poesia. Interviene leggendo poesie presso radio e televisioni. E’ presidente di una Associazione di volontariato IGEA che si occupa di tematiche al femminile.

001

Maria Chiara ForcellaPensieri all’orizzonte

1 Boston

Che vertigini

Che verticali

Che rotondità

Che spigolature

A Boston

Che negritudine

Che amori

Che istinti

Che sirene

Che sirene della polizia

Che sireni

Che corpi a fuscello

Che desideri non stop

Che luna a Boston

Che tenebre

Che vita moderna a Boston

Che basilico a Boston

Che vita di sera

Che metrò

Che chiese, che grandi chiese

Che margherite a Boston

Com’è dionisiaca Boston!!!

2 Varietà d’amore

Amore mio

tuo

di sempre,

e di tutti

di una volta

Amore

bello,

brutto,

assente,

convenzionale

Amore rilassante

banale

anatomico

esotico

femminile

fisico

psicofisico

psichedelico

psicotico

Pissi, Pissi Bao Bao

3 Perdersi a Venezia

Perdersi a Venezia

mi perdo…

lungo le sue fondamenta

nel chiacchiericcio esotico dei suoi campi,

nelle sue intricate calli,

nelle sue arabe facciate

e perdo la strada.

Mi soffermo e penso:

che cosa c’è di

più piacevole, bello e poetico

che perdersi a Venezia.

In fondo nessuno

desidera

tornarsene a casa.

4 Tramonti dal lido

Se ti capita guarda un

tramonto

a Venezia vista

dal Lido.

E sentirai

e vedrai

una Venezia

diversa,

non solo cambia

l’ottica,

ma l’ottica

cambia!

5 Intermezzo a Parigi

Con le mani insanguinate dai vetri

del tuo cuore

me ne

vado

per Parigi

cercando

di dimenticarti…

6 Una biciclettata

Durante la mia serale

biciclettata,

mi si para davanti

una bella nera di arancione

e blue bardata,

altezzosa e allampanata.

Ed io bianca emaciata e

stressata

cedo il passo a tanta beltà

esotica incontrata.

7 Matematica amorosa

Vederti e amarti e tutt’uno

non esiste

uno + uno.

Io ti amo

Ed è

Tutt’uno.

8 Lo scoglio

Sulla barca il mio sentire

sbarca.

Sulla pietra bianca

il mio abbraccio

arranca.

Sul bianco scoglio

mi è nato “un voglio “.

Sul mare ondulato e liscio

Io ci piscio.

Ma sul murazzo io

mi imbarazzo.

Il tuo telo

come un velo

ci nasconde dalle

magiche onde.

Ed il Lido

diventa per noi un caldo nido.

9 A Pirano

Un cameriere biondo

a Pirano

dall’accento slavo-tedesco

in un caffè liberty

con l’arredo in vimini

mi portò

un the rosso fuoco

tea Butterfly.

Dobro, dobro.

Era un bellissimo giorno

di pioggia

e anche la pipì

mi venne

rossa

a pioggia

10 Sinfonia al femminile

Fiore di donna

Fiore gentile

Fiore caparbio

Fiore fragile

Fiore testardo

Fiore mio

Fiore tuo

Fiore nostro

Fiore

di tutte noi

Fiore unico

e

molto raro

11 Dipartita da San Vito dei Normanni

Dal sud

di San Vito dei normanni

scivolavamo

a 150 all’ora

con una mercedes

sull’autostrada

verso il nord

con tramonti di palle infuocate

e poi sotto un letto

di stelle.

12 Sms chi sei?

Chi sei?

Ora sono a Lisbona

Domani a Madrid

Cosa vi porto?

Urla di gabbiani

Il grido del vento

La violenza dell’oceano.

Da Oporto portami del porto

E se trovi

I sigari Alhambra

Saresti una vera

Cassandra.

Il volto rugoso dell’Estrema dura

Fa gustar la calura.

Ma il tramonto argentino in laguna

Di cristallo

Fa pensare delle streghe al ballo

13 VOGLIA DI…

Voglia di vivere

Voglia di morire

Voglia di amare

Voglia di odiare

Voglia di filosofeggiare

Voglia di sognare

Voglia di poetare

Voglia di disfare

Voglia di soddisfare

Voglia di razionalizzare

Voglia di non pensare

Voglia di fare ciò che a uno piace e pare…

14 Amore astratto futurista

Lui ama lei

Lei ama un altro

Ma l’altro non lo sa

L’ altro ama un’altra

Anch’io amo lui

Ma lei non lo sa

Ma lui non mi ama

Lui ama lei

Lor infine non si amano

Lei non ama lui, lei ama un altro

E io amo lui ma lui non lo sa

Ma lui ama lei,

forse

Un giorno ,

Lui mi amerà

15 Quell’anno

Quell’anno la primavera

Non c’era stata

E poi sei arrivato tu

A quella piacevole cena

Offerta

Con quel tuo sorriso

Solare

Con quello strano e

Simpatico accento

Con una casa

vicino al grande poeta

E poi mi hai portato

in una Isola

totalmente verde

16 New York CASCOU

Kandiski, Leger, Picasso

14 ore al giorno

Whitman mattino e sera

Oh my feet!!!

Gente di colore

E di tutti i colori

Che fremeee

Che vibraaa

Universali, sempre ovunque

Grattaceli che sembrano pezzi di cielo

Giù in verticale

Tagliati a fette

Fanno ombra alle mastodontiche

Chiese gotiche

Et Mary Clear and Cascou

In the Red Hotel Loews

17 Viaggio nel sacco a pelo

E così col sacco a pelo

Dei miei viaggi

Sul pavimento

Della mia stanza cuccia

Pavimento freddo

Sacco a pelo caldo abbiamo fatto l‘amore

Ti amo

Anche se so

Che tu

Non mi ami

Fino in fondo, nonostante ciò

Con il sacco a pelo

Dei miei viaggi

Ho viaggiato con te

Sul pavimento

Per tutto il pomeriggio

18 I muri di Parigi

Sui rari muri

Di Parigi

Ero lì

A cercar di far

L’amore ma

Allora

Non avevo

Te

Nel cuore

19 Piccoli Buddha Birmani

Piccoli Buddha Birmani

In fila arancione

Con le vostre

Ciotole di

Riso

vuote

il mondo non

starà a guardare

il mondo seguirà

con umiltà

e tenerezza

e coraggio

e solidarietà

la vostra fila

addolorata

ma sempre colorata

e di vita animata

dal sorriso nonviolento fermo ed inviso

di Aung San Su Kyi

20 Alexander father’s murder( L’assassinio del padre di Alessandro)

Fichi secchi, uva , mele cotogne

e melagrane

pendevano dalle colonne

del palazzo di Filippo

che domina la pianura.

Lontano un tintinnio

di capre

dolce melodia infantile,

scorre the joy,

scorre the festivity,

scorrerà il sangue, tra poco,

in the real palace.

Si prepara al matrimonio

Cleopatra, figlia di Phlip,

l’orbo e zoppo re macedone,

con il re dell’Epiro.

Il futuro sposo ansimante l’aspetta,

la sera teatro

nella piccola arena.

Matrimonio politico?

Matrimonio d’amore?

Alexander istruito

alla sapienza di Aristotle,

figlio del medico

di corte del re macedone,

giovane ignaro ed incredulo,

non sa del sangue,

che decreterà

la sua ascesa.

Scorre la gioia

scorre la festa

play cembalos

play lyres

play harps

Omaggio a Dionysi

Omaggio ad Delia Theleia

““ the king ordina””

Via le guardie del corpo”

I “tiranni solo ne hanno bisogno”.

Al varco

The murder waiting you

colpo mortale,

ferale,

fugge, inciampa,

viene fermato,

ucciso fulmineamente.

Assassinio politico?

Omicidio amoroso?

I Persiani?

La Regina?

L’uomo amante del re?

Aristotele detective

cerca la trama

segue il filo d’Arianna memoria

scrive ad Alexander il grande

che ha conquistato l’oriente

ma non conquisterà la verita’.

001

001

Francesca Calzoni – in arte Fedra – Brescia

Mi chiamo Francesca Calzoni,alias Fedra.Sono nata il 18 febbraio del 1991 a Breno,e risiedo a Niardo un piccolo paesino
della Vallecamonica,zona nota per le incisioni rupestri di Capo di Ponte ,ma anche per gli affreschi del Romanino. Di me
c’è poco da dire. Ho dedicato la vita allo studio.Sono figlia unica e da piccola ho sempre voluto fare la veterinaria. Amo
la natura e tutto ciò che pulsa senza tregua in questo mondo, il pulsare…si lento o veloce della natura accompagnato
dalla musica,che sia un tango argentino, di Astor Piazzolla o Carlos Gardel,una buona musica del trombettista Louis
Amstrong,o altra musica che sia energia per la mia materia grigia. Ma anche la lettura mi è utile come ispirazione..si può
dire che legga di tutto,ma quando vado in biblioteca la prima cosa che osservo è la copertina..se mi trasmette qualcosa di
speciale prendo il libro e lo leggo,catapultandomi in un’altra dimensione. Da lì mi vengono idee nuove per poesie o
bozzetti. In fondo se si è matti,si è matti. Ma va bene così.

006

Calzoni Francesca
ANTOLOGIA POETICA
VENTI POESIE A TEMA LIBERO

ANTOLOGIA
POETICA
Illustrazione per copertina:viandante sul mare di
nebbia,Romanticismo tedesco,di Caspar David
Friedrich,1818,
(olio su tela,98,4×4,8
cm),Amburgo,Kunstatalle
Sez.II:Poesia”Silloge di poesia edita a tema
libero,”pubblicato per il concorso :
Ragunanza
Poesia, Narrativa,Pittura, 6^ ed. 2019

INDICE
I Arcadia Moderna p.6
II Soliloquio della Natura p.9
III Partenza improvvisata p.11
IV Emozioni p.12
V Profumo di donna p.13
VI Genesi p.14
VII Mille e una notte p.16
VIII Emigrare p.17
IX Mare Nostro p.19
X Ricordi di una leggenda p.20
XI Preghiera d’amore p.23
XII Infinito p.24
XIII Metamorfosi p.25
XIV Inverno p.26
XV Selene p.27
XVI Domino p.28

XVII Impressioni p.29
XVIII Grisantemi p.30
IX Profumo d’Oriente p. 31
XX Diritto inalienabile p.32

Venti poesie a tema libero

I

Passato fu il tempo in cui i tuoi amati citaredi,
aedi e pastori musicanti cantavano
le vicende di eroi o amori lontani:
di amor casti e amor profani;di battaglie
o conquiste,che nella casa degli dei
ancora oggi riecheggiano, giungendo
fino al Parnaso,al Menalo,al Liceo e
all’Elicona.
O mia diva e musa,io ti narrerò con il mio
suono della voce e del pensiero cosa il cuor mio sente,
e lo confiderò senza timore di mentire.
Io non appartengo alla stirpe di Lino,Orfeo
e la cetra o la lira non so suonare,ma
voce divina posseggo per cantare e con essa
esprimo il mio desiderio d’amore e di libertà.
Ciò che una volta era degno di lode e vanto,ora
è degno di disprezzo,abbandono,desolazione.

 

L’età dell’oro dei pascoli erbosi,delle fonti lucenti
e limpide è volta al termine, portando
con sé la decadenza.
Se un tempo si narravano leggendari e misteriosi
luoghi lontani;
di mostri mai veduti o combattuti,
molto più semplice sarà il mio racconto,
forse meno avvincente; ma sicuramente
difficile da dimenticare,perché ogni uomo,
donna o bambino porta con sé una parte
della sua colpa.
In ogni dove, s’ode il lamento disperato di Pan:
sofferente e dolente.
A nulla più serve il conforto di Ninfe,
Satiri o Sileni.
Tutti piangono e compatiscono le ferite di Gaia;
un tempo così bella e oggi mutilata nel corpo,
ma soprattutto nell’anima,per via di colui

che credeva suo amico.
Un tempo fedele solo a lei,oggi idolatra del potere.
Sì forte è l’odio verso l’uomo,che nulla più la può
fermare.
Le chete acque, divenute furie bestiali, investono
e distruggono ogni cosa per rivendicare
la propria antica dimora.
I venti divengono mostri ignoti.
Nessun sentiero è più sicuro,perché il terreno
frana e trema sotto i piedi, e gli antichi guardiani
si risvegliano dal lungo sonno.
Dal caos si ritorna al caos.
I pianti e gli urli di disperazione sono ormai
cosa vana e nulla più può alterarare il corso degli eventi:
nemmeno una possibile redenzione.
Cieco e sordo è l’animo umano e,cure non
esistono a questo male incurabile fatto
di narcisismo,stupidità,perversione.

II

Un tempo ero per te una dea.
Amata e onorata.
Non ti importavano i miei difetti,anzi li elogiavi
tanto quanto i miei pregi. Di me amavi tutto.
La semplicità,la purezza racchiusa in una calda brezza
marina,
il canto degli uccelli,il profumo del grano lucente
come l’oro da cui potevi trarre nutrimento.
Amavi tutto di me.
Amavi stare con me;dentro di me come un figlio nel
ventre della propria madre.
Da me apprendevi il giusto,l’errore,il dovere,l’amore,
il rispetto per sé stessi ma,soprattutto l’amore verso
il prossimo.
Ma ora non sono più nessuno: disonorata,sventrata,
violentata,abusata di tutto e in tutto.
La tua fame di potere ha annebbiato la tua mente,
il tuo cuore

Saresti disposto persino a vendere colei che ti
ha generato.
Guarda ora,come sono diventata. Sono lo spettro
di me stessa.
Sono una chimera :multiforme,incontrollabile,temibil
La mia parte oscura si è svegliata dopo un profondo
sonno,e la mia anima nera affamata di vendetta,
invierà a te quattro cavalieri dell’Apocalissi
scatenando su te la loro furia immane,distruttiva.
La terra tremerà sotto i tuoi piedi aprendo varchi imm
il fuoco travolgerà ogni cosa:resteranno
cenere,lapilli,fumo.
L’acqua inghiottirà Sodoma e Gomorra.
Nuove Atlantidi nasceranno.
L’aria spazzerà furente le Nuove Babilonia,
con i suoi idoli profani e templi,
oramai divenuti abusivi.
Un tempo amavi tutto di me.
Ora temerai tutto di me.

III

E il mio pensiero andò al ricordo di una sera,
non molto lontana,sorvolando i tetti delle case ,
i camini fumanti.
L’atmosfera era bianca,ovattata dalla neve,che lenta
Scendeva:pallida,morbida.
Un amico se ne stava andando. Senza far rumore;
senza avvisare;non lasciando lettere o altro.
Il lento abbraccio del sonno lo accolse con sé per sempre.
E nevicava ancora;silenziosamente.

IV

Una melodiosa voce di donna cantò dolci note, che
Toccarono il tuo cuore,facendolo vibrare come un’arpa.
Di soavi sospiri ardesti,nell’udire quella voce:
così calda ,quasi angelica.
Fremesti di desiderio,al solo pensiero di averla lì,
così vicino,ma al contempo così lontano.
Avresti voluto averla per te,ma non
avresti potuto trattenerla.
Era nata libera, e libera doveva essere.

V

Una rosa rossa,bagnata dalla rugiada mattutina
si schiuse.
Il suo profumo soave riportò alla mente il
volto di lei:quelle labbra carnose in attesa di essere
baciate;
quei suoi occhi gonfi,pieni di lacrime.
Lui non poté scordare quello sguardo.
Un misto di malinconia e domande che,
mai avrebbero trovato una risposta.
Come è fatuo l’amore. Sempre vacillante e
in cerca di approdi sicuri.
Proprio come te,rosa,che sei così bella,ma
il tuo candore svanisce rapidamente,non
lasciando altro che,le spine.

VI

Lontano fu il tempo della mitica età dell’Oro,
onde pace,amore e rispetto per gli dei e
per il prossimo,nostro simile.
Era un periodo rigoglioso,florido,in cui
ogni cosa aveva senso.
L’armonia deteneva il potere tra la Terra e l’Universo.
Gli dei e gli uomini erano lo specchio l’uno dell’altro.
La comprensione era un sentimento paritario,verace,
sincero,non costituito da secondi fini.
Era un legame indissolubile, come quello
che si crea tra un figlio con i genitori, o come
il raccolto fatto da un contadino dopo un lungo ed
estenuante lavoro.
Ma questa pace così idilliaca,lentamente cominciò
a svanire,venendo adombrata da qualcosa mai
conosciuto prima.
Demoni oscuri si insinuarono silenziosi nelle menti

e nei cuori degli dei come degli uomini.
L’odio,l’invidia,la violenza,ma,soprattutto,
l’indifferenza si fecero ogni giorno più forti,
e,sono giunti sino a noi “uomini contemporanei”,
che nasciamo già con questo cancro inestirpabile.
La sorte vuole che i più, vengano considerati sani
e normali,ma chi nasce,privo di questi demoni infetti,
venga considerato pazzo,se non addirittura,
un rifiuto della società,la quale per sopravvivere,
si è tramutata in un’anfisbene,che si autodistrugge
autofagocitandosi

VII

Sogna mio dolce cuore.
Amato,cullato dal lento passo di questo tango.
Sogna;dimentica ogni dolore passato,
che tu nascondesti così gelosamente.
Abbandonati a queste note così avvolgenti:
ogni dispiacer passato ti farà scordar.
La passione ti travolgerà:caliente,fremente.
Le strade di Buenos Aires saranno il tuo palco;
la musica sarà la tua ballerina e,fino
al nascer del nuovo giorno danzerete,senza sosta.

VIII
Addio,cara terra mia;questo sarà
l’ultimo giorno che ti rivedrò.
Addio.
Oggi,io devo partire.
Un’amara sorte,forse mi toccherà. Non so,
se ancor ti rivedrò un domani.
Spero,che il giorno in cui tornerò da te,
sia sempre più vicino.
Con te,resteranno i miei ricordi,
il mio passato,che fino a ieri era parte di una vita,
piena di dolori,fatiche,privazioni;ma anche se
me ne andrò,tu ,sarai sempre nel mio cuore.
Addio, cara terra mia. Ora è tempo di andare,
come gli uccelli migratori,anche io, devo seguire
nuove rotte.
Il mio viaggio non so,quanto durerà e
dove andrò,ma prometto, che da te tornerò.

Ma, ora devo andare.

Addio,cara terra mia,madre mia.

IX

Mare nostro: terra di frontiera,
di partenze,di arrivi.
Cimitero sommerso,per coloro che
Non poggeranno piede su un
Porto sicuro.
Forziere di tesori nascosti,
muto osservatore di episodi passati,
presenti, futuri che faranno la storia,
cosa darei ,se tu potessi parlare,
mandare grida di aiuto e dolore,
risvegliando le coscienze di noi tutti,
che non sappiamo nemmeno più
chi siamo?

X

Ricordi,Titiro,quando tu cantavi
al suon della tua lira,le bellezze di Gaia
e,le Ninfe danzavano,liete,guidate da
Satiri e Sileni?
Io,Talia,musa della Natura,gioivo alquanto
nel sentir voi, poeti d’Arcadia,parlar d’amore.
L’armonia che un tempo avvolgeva questi luoghi,
è ora soffocata,dalla discordia e dalla putredine del
caos,impossessandosi di ogni cosa si trovi sul proprio
cammino.
Pazzia e disprezzo sono i nuovi semi,che gli uomini,
coltivano e raccolgono.
Tu,Titiro,hai smesso di suonare e
badare alle greggi per dedicarti a nuovi ozi.
Hai riposto per sempre la tua lira e spezzato
le tamerici,rimpiangendo i tempi passati,quando
cantavi d’amore,di passione vera e fedeltà al

talamo.
Che bei ricordi! Mi ricordo ancora con quanto
fervore rievocavi questi sentimenti,tanto da farli tuoi.
Ogni volta.
Ma ora,rabbrividiresti e resteresti schifato,se io ti
dicessi in cosa si sono tramutati l’amore e la passione.
Possesso e violenza.
Il più degli uomini sono divenuti mostri:non hanno un
cuore,credono di amare la propria donna e i propri figli,
ma,non fanno altro che del male.
Pretendono e vogliono il loro amore a tutti i costi.
Sono talmente accecati dal possesso e dalla gelosia,
che preferiscono ferire le proprie donne,
nei modi più impensati:rovinando la loro
bellezza,gettando loro in volto dell’acido,
che le sfigurerà per sempre; picchiandole,a volte,
fino a ucciderle.
E non hanno cuore nemmeno con i propri figli.
Amara è la sorte di questo nuovo tempo.

Nulla più risuonerà su questi sacri monti,a me

così cari: ogni canto,suono o parola non saranno
altro che leggenda, e io lentamente svanirò con essa.

XI

Sentimento verace,di amicizia
pura,sincera dona la via a colui
che non ritorna.
Sii il suo faro,la sua luce.
Illumina i suoi passi per un lieto e
atteso ritorno.
Non dimenticarti di colei che a casa
ti fa tornare.
Ricordati per non dimenticare.
Pensa per ricordare.
Ringrazia e sarai amato.

XII

Infinito è il tempo che separa noi due,
anime celesti,leggere e senza età.
Infinita è la distanza,che si trova tra noi,
così vicina e così lontana, come
l’immensità della Galassia.
Infinite sono le cose che vorrei dirti, che
per paura non dico,ma che i miei sorrisi fanno
per me.
Infinite saranno le volte che ci incontreremo,
ci scontreremo,ma ora e sempre,saremo
piccole parti dell’Infinito.

XIII
Scrosciare d’acqua.
Turbinio di pensieri, che si riversano,voraci
in una mente oramai stanca,depressa.
Tormento interiore d’interminabile dolore,
ricercando un porto sicuro, dove approdare
in attesa della quiete dopo la tempesta.
A te,speranza mia,che fino ad ora sei rimasta
muta e in disparte,rivolgo ogni mio pensiero
e richiesta d’aiuto per ricondurre il cuor mio
a una pace sì tanto amata,desiderata.
Fammi ritrovare la via maestra,che mi riporti
sui passi della mia libertà,di un nuovo inizio,
di una nuova vita.
Ora seppellisco,per sempre, il mio passato
econ esso i miei dispiaceri,le mie delusioni,
pronta ad affrontare il domani, perché dalle ceneri
del passato è risorta la Fenice,che è dentro me.

XIV
“Inverno:mare in tempesta
e io sono partita per non
ritornare”

XV

“Luna piena ,signora della notte.
Due amanti abbracciati ti contemplano,
estasiati”

XVI
Una mantide religiosa ha mangiato
il proprio compagno.
Sacrificio d’amore,tu donna,sarai
la prossima.

XVII
“Un nuovo giorno ha inizio.
Un bimbo sta ancora dormendotranquillamente”

XVIII
“Grisantemi in fiore:lieta festa
Per il Sol Levante.
Un matrimonio”

XIX
“Mirra: libidine incestuosa
Dono regale.
Esaltazione dei sensi”

XX

“La libertà cos’è?
Aria nei polmoni
Non la puoi chiudere in una
bottiglia”

001

Rita Mascialino – Critico cinematografico – letterario e di arti visive

Rita Mascialino è nata a Genova il 10 febbraio 1946 e vive a Udine. È dottore in Lingue e Letterature Straniere (Tedesco), Venezia, con tesi discussa con il chiar.mo Prof. Ladisalo Mittner il 27 giugno 1969 e in Pedagogia a Trieste il 20 novembre 1974. Già docente di Lingua e Letteratura Tedesca nella Scuola Superiore di Udine, ha dato vita all’Avanguardia della critica denominata ‘Secondo Umanesimo Italiano ®’ per una critica che superi la libera interpretazione soggettiva del primo impatto con l’opera d’arte in generale e attinga il significato oggettivo della stessa. È giornalista iscritta all’Ordine Nazionale dei Giornalisti (Tessera N. 135297) dal 1998. È fondatrice e presidente dell’Accademia Italiana per l’Analisi del Significato del Linguaggio Meqrima. È fondatrice e presidente del Premio Letterario Nazionale ‘Franz Kafka Italia ®’ (opere edite) e del Premio Nazionale di Poesia ‘Secondo Umanesimo Italiano ®’ (poesie inedite) con celebrazione a Udine, Palazzo Kechler, e con pubblicazione online della Rassegna Fotografica e delle Recensioni delle opere degli scrittori e poeti qualificati, nonché delle Recensioni e immagini delle opere d’arte assegnate agli stessi, con ulteriore pubblicazione in volume cartaceo (Cleup Editrice Università di Padova) Rassegna di scrittori, poeti e artisti – Immagini e parole. È critico letterario, cinematografico e di arti visive. Ha diretto varie riviste letterarie specializzate e dirige attualmente la Rivista di Analisi del Testo Filosofico, Letterario e Figurativo in volumi a uscita libera (Cleup Editrice Università di Padova). È scrittrice di narrativa e poetessa. È scrittrice di saggistica negli ambiti di sua competenza, tra cui il saggio innovativo Pinocchio: Analisi e interpretazione e il saggio Il cavallo nero o l’altra metamorfosi di Franz Kafka (La passeggiata improvvisa) relativo alla scoperta di una nuova metamorfosi kafkiana avvenuta sul piano di un’esegesi non basata sulla libera interpretazione del significato dei testi letterari, ma basata sull’analisi oggettiva del significato dei testi. Molte sue opere hanno conseguito diversi riconoscimenti in ambito nazionale. È stata insignita del Premio alla Cultura e del Primo Premio per il Giornalismo (Il Musagete).

A lei ha dedicato la Pagina Culturale del Gazzettino (21 marzo 2001) lo scrittore CARLO SGORLON in: RITRATTO D’AUTORE: La studiosa friulana smentisce il detto di Alberto Moravia: ‘La città crea, la provincia imita.’

Titolo dell’articolo di Carlo Sgorlon: “MASCIALINO: La metafisica della critica

 Ulteriori informazioni tra l’altro:

www.ritamascialino.com – www.franzkafkaitalia.it – www.spazialitadinamica.it – www.accademiaitalianameqrima.it

4 LUGLIO 2019, Intervistdi Rita Mascialino, Sala Isabella, Baglioni Santa Croce, Firenze.

Servizio Fotografico Raffaela Manzini Photographer, Via Lungo l’Affrico 22r, Firenze.

001

008

Silloge poetica di Rita Mascialino Poter danzare spirito (2019, Cleup Editrice Università di Padova)

Testo della poesia che dà il titolo alla silloge:

Poter danzare spirito

Poter danzare spirito

Di raggi d’oro

Vortice incessante

E volteggio e su volteggio

Roteare

Tra le stelle

Pur nel braccio

Freddo e secco

Del potente

Vento astrale

E sapere

Oh sapere

D’esser vento

E anche raggio.”

001

001

Maurizia Braga in arte Regizia – Occhiobello – Rovigo

Immagine4

IMG-20191107-WA0003

009

008

006

005

003

002

001

007

 

001

 

001

Eleonora Russo – Capua Vetere – Caserta

BIOGRAFIA

Pittrice, scrittrice e poetessa, è nata a S.ta Maria Capua Vetere (Ce). Laureata in Scienze Umane e Storia, ex insegnante di Lettere, ha partecipato a diversi concorsi sia per la pittura che la letteratura, riportando riconoscimenti importanti. Tra gli eventi artistici più recenti cui ha preso parte citiamo quelli presso Acc. Il Convivio Giardini Naxos (Me) 2013 e 2014, Vetrine d’Arte Firenze 2014, Gran Premio per l’Arte dell’Accademia Int. dei Dioscuri 2015 e 2016. Su invito ha esposto, con grande successo, in Italia e Francia. «Artista poliedrica, ama sperimentare misurandosi con diverse tecniche, pur mantenendo un’impronta figurativa ed un linguaggio aderente alla tradizione. Le sue opere sono caratterizzate da una spiccata tensione narrativa, che emerge soprattutto nei soggetti di ispirazione quotidiana. Dedita al simbolismo, ama dare corpo a tematiche spirituali e concettuali. La Madonna qui presentata omaggia l’icona di Pompei riproducendone tutti i particolari.» (Artitalia Edizioni)

002

001