STORIA DELL’ARTE

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STORIA DELL’ARTE ITALIANA DEI MAESTRI D’OGGI 

a cura del critico letterario e di arti visive Carla d’Aquino Mineo

Il Centro Accademico Maison d’Art di Padova presenta un itinerario significativo ed informativo nell’attualità delle arti pittoriche e scultoree che evidenziano nuove modalità stilistiche nella continuità storica, percorrendo i tempi odierni in una dimensione nuova, nel cui solco, la ricerca espressiva continua oltre l’avanguardia storica per ricostruire e riproporre con intenti innovativi, i mezzi peculiari dell’arte che distinguono i maestri d’oggi nella loro valenza ed autonomia stilistica. Nessuna rottura con il passato, quindi, ma tradizione ed avanguardia si incontrano, tra raffinatezze ed asprezza di cromie per rinnovare e stravolgere ciò che ha costituito le basi del percorso evolutivo della storia dell’Arte Italiana nell’ambito internazionale.

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Salvatore Tedde – Ittiri – Sassari

ESPRESSIONISMO ITALIANO – LA MUSA ITALIANA

La trasfigurazione del colore nella sua componente espressionista, nelle sfuggenti e morbide pennellate che si modulano in calda luminosità, si volge ad una sorta di immersione in un logos ideale, per cogliere emozioni con autentica forza espressiva, che prende vita da trame in libera geometria, svelando una nuova realtà, tra barbagli e vibrazioni di luce, improvvise accensioni, mentre il tono di fondo dei rossi accesi dai gialli solari, sublima le raffigurazioni in silente dialogo, dove assumono, all’improvviso, un loro aspetto incantato, quasi irreale ed onirico nell’apparizione di sentimento in un’innovativa modalità pittorica del nuovo Espressionismo Italiano - La Musa Italiana che rivela la rappresentazione di una dimensione che trascende l’estetica per divenire linguaggio dello spirito per un inedito filone d’arte.

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STILE “ASTRATTO ITALIANO LA MUSA ITALIANA”

Nel vasto panorama dell’arte pittorica del ‘900, alcuni dipinti del maestro Salvatore Tedde, si rivolgono in ambito storico ad una figurazione astratta, riuscendo a coniugare un prezioso e caldo colorismo del Tiziano di antica fattura con la simbiosi umorale della natura e della sua terra sarda, che appare nei colori rossastri di luce, al di là della stessa fenomenicità della visione. Così, la luminosità tramuta ogni elemento formale in qualcosa d’altro, pur conservando la sua interna peculiarità nelle vibrazioni cromatiche che diventano il tramite di un’emozione interna nei mutamenti d’animo. Viene subito in luce, quindi, la lezione inconscia dell’astrattismo espressionista che si richiama, da Mondrian nel rigore geometrico a Kandinsky nelle suggestioni ritmiche e quasi musicali del colore, ad un simbolismo espressivo che allude ai significati esistenziali, mentre si avverte nella dinamica pittorica, una distribuzione formale, quasi sfuggente, dove gli elementi coloristici descritti, sono allusivamente riconoscibili nel succo pittorico che segue un segno lineare, sublimando le forme immaginarie che fluttuano in una spazialità ignota ed imprevista, ma densa di una solare e soffusa luminosità che si dipana ed armonizza nell’unità tonale. Così, il mistero del colore acceso di luce, richiama un senso emblematico ed astratto, ma intrinseco nell’espressione pittorica, che compone liberamente lo spazio immaginario, carico di valori nei luoghi dell’infinito, attraverso una visione pittorica del tutto libera dello STILE “ASTRATTO ITALIANO LA MUSA ITALIANA”, senza costrizioni o vincoli formali ed intrisa di una luce spirituale che si espande nelle trepide vibrazioni del colorismo, creando un onirico travisamento della memoria in un’immagine che si fa poeticamente visionaria, ma non del tutto irreale e carica, sempre, di energia sottesa nella vitalità espressionista, oltre la concettualizzazione dell’immagine, verso una fuga onirica dei pensieri all’orizzonte per un inedito linguaggio d’arte.

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STILE “INFORMALE ITALIANO”

Lo spirito dell’antica pittura cinquecentesca negli echi coloristici, si fonde con il tono espressionista che anima una visione fantomatica, rendendo peculiare la pittura simbolica ed informale del maestro Salvatore Tedde che si rivela nello  STILE “INFORMALE ITALIANO”, uno dei raggiungimenti più alti della pittura italiana del fine ‘900 ai giorni d’oggi, riconoscibile con un definito ed inconfondibile linguaggio d’arte, denso di umori nutriti da una rara sapienza esecutiva nell’alternanza di suggestioni ritmiche e liriche Kandinskiane nell’immediatezza cromatica, che sublima i rossi “Tiziano”, illuminati dai gialli solari, mentre aleggia un’atmosfera, quasi, dorata che fa lievitare le libere trame informali in una visione sognante nella spazialità indefinita ed in costante espansione. I soggetti astratti raffigurati, quindi, si nutrono di un’evocazione modernista ed espressionista, ricondotta ad un sentimento di rinnovamento stilistico che svela nella trama pittorica dilatazioni fantastiche, dove la trasposizione della realtà nell’immaginario informale, esalta echi di un simbolismo espressivo con grande vigore cromatico per divenire il tramite di intense e sfuggenti emozioni, come se fossero un sogno ancestrale che percorre l’immaginario collettivo nella dialettica, tra natura ed immaginazione, reale e fantasia irreale, che ci rimanda costantemente all’esistenza ed alla storia dei sentimenti dell’uomo con un’interiore saldezza ideologica e morale della vita, mentre la pittura si raffina in pura poesia.

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LA PITTURA NELLA RIVELAZIONE DELL’ARTE SACRA

Nella rivelazione dell’immagine di serena mestizia della crocifissione di Cristo, Uomo-Dio, la significazione materiale della forma, svela, simbolicamente che l’astrazione, nell’intensa espressività del colore, è carica di valori spirituali nel contenuto della verità, mentre la forza dell’immaginazione consente di percorrere il sovrumano, legato ad un vigore emozionale cromatico. Così, il colore dei rossi “fuoco”, riflettono e sono evocatori di simboli metafisici, aprendo le vie della trascendenza nella donazione d’amore di Cristo per la redenzione dell’umanità. Nell’Uomo-Dio, infatti, ogni cosa creata, si libera dai vincoli terrestri, ritrovando nelle piaghe del Signore Crocifisso il riscatto dal peccato mortale per elevarsi nella sua Resurrezione, verso la vita eterna. La luminosità fisica nell’opera d’arte della crocifissione di Cristo, quindi, eleva ed illumina l’animo di chi la contempla nella sua luce spirituale, che si espande nella figurazione pittorica per effondere un sentimento di profondo misticismo.