Guarino Luigi

maestro al lavoro

Il maestro Luigi Guarino vive ed opera a Santa Maria Capua Vetere (CE)

Cell. 331.6184379

e-mail: raffaeleguarino7@gmail.com

BIOGRAFIA

Guarino è pittore per vocazione eppure ciò non si è rivelato nella sua giovinezza, bisogna aspettare il 1980 per avere un’idea del suo percorso perché cambia modo di dipingere, lui appartiene alla modernità, vorrebbe imitare Cezanne e Picasso, vuole inventare qualcosa, vuole lasciare un segno, alla maniera dei grandi, già, ma come si fa, non c’è una strada ben precisa da percorrere, ma non si scoraggia e incomincia.    Dopo dieci anni circa nel 1992, inizia una nuova dinamica di espressione, le sue linee acquistano movimenti non calmi, quasi irrigiditi, le forme appaiono spesse e senza morbidezze, questo modo di rendere le immagini è la conseguenza di uno stile nuovo. È ancora insoddisfacente però la sua rappresentazione, Guarino non disegna più con le matite, addirittura usa il pennarello, i suoi bozzetti sembrano un cantiere aperto, quando finalmente passa alla realizzazione del quadro, colora , pochi tratti ed è già visibile qualcosa, incredibile.

Egli potrebbe seguire, come tanti altri pittori, la via della grazia per raggiungere la bellezza, invece inizia la sua lotta, finalmente dopo il 1995 crea la sua vera identificazione ed acquista il suo stile, è definito dai critici un espressionista astratto, l’ immagine creata non è il gioco dei colori per rappresentare la superficie, ma è il peso e l’equilibrio della composizione, gli elementi hanno una presenza solida e vigorosa. Nel suo sviluppo di creazione, davanti al problema della combinazione forma-figura, sfondo-paesaggio, il suo interesse è risolvere il problema della strutturazione dell’immagine, senza usare lo sfumato o usandolo poco, ma dando forza all’insieme.

Dal 2000 è in piena esplosione, prima era un insegnante interessato a spiegare ai propri allievi la storia dell’arte e le regole del disegno, oggi continua ad insegnare ma esegue, pensa e produce opere artistiche.

Guarino sente ciò che dipinge e quello che esprime lo fa senza timori, sa dove vuole arrivare e ci riesce sempre alla fine. È come se camminasse in una foresta per la prima volta e va dritto senza perdere l’orientamento, la sua non è spavalderia è serenità, tranquillità, lui non teme smarrimenti.

Due sono le forze interne che possiede, la passione e l’ordine. Il suo destino è quello di dipingere e lo fa cercando armonie, l’equilibrio della sua struttura compositiva non viene dalla simmetria, ma da un ritmo crescente di colori e di forme.

Nel 2000 la sua tavolozza ormai tende a schiarirsi, Guarino tende a liberarsi dal suo io per dar più fiducia alla natura.

Non fa mostre personali, dal 2005 lavora assiduamente e partecipa solo a qualche collettiva insieme ad amici pittori e presenta solo un quadro, qualche volta due, sembra non essere interessato a farsi conoscere; finalmente nel 2009 avviene qualche cosa che lo mostra al pubblico, il Comune di Capua lancia l’idea di aprire un museo d’arte contemporanea e, dopo ripetuti incontri, viene invitato a prendere possesso di una sala.

Nel 2010 Guarino mette in evidenza la sua problematica, ma bisogna comprendere bene perché egli ha concluso un suo modo di vedere dopo un’esperienza forte, complessa e piena di dubbi, del disegno e della composizione, lunga 20 anni, non è stato facile, lui è un potente disegnatore nella pittura, in contraddizione totale con la tradizione classica, ma solo apparentemente perché lui cerca la perfezione, la bellezza, l’armonia, la precisione e lo fa a modo suo, quindi lo si può definire anche classico; ma la critica dice che deforma, che è un espressionista astratto, come bisogna definirlo? Sembra un problema.

In conclusione la pittura di Guarino non sopprime il disegno, ma rimpiazza il gesto lineare con il tocco di colore, lui arriva comunque alla conservazione della consistenza degli oggetti, alla materialità dei volumi; durante le interviste dice: “la luce, l’aria ha uno spessore, io sono un meridionale che ama il sole e so che sprigiona raggi sugli oggetti e li fa percepire nello spazio”.

I suoi colori apparentemente non riflettono la luce del sole, ma emettono energie turbinanti che mostrano come Guarino si immerge nella natura.

Ama dialogare con le persone per cui decide di rapportarsi con il pubblico che a sua volta viene coinvolto, insomma avviene un contatto. La domanda è: “ma dov’era il pittore prima?”  È possibile che la sua prima personale arrivi a 60 anni? Se verrà fatta a novembre 2010, sarà il suo manifesto, sarà una rivelazione.

Alcuni critici incominciano ad accorgersi del pittore, sottolineandone la sua importanza, oltre ai suoi collezionisti privati si incomincia a notare un interesse per  suoi quadri da un pubblico più numeroso, dipinge composizioni e paesaggi, afferma che più in là ritornerà alle nature morte e ai ritratti e sarà una nuova avventura.

Come definire l’artista? Guarino è in grado di abbozzare velocemente un disegno e dipingere subito con i colori, però lui si definisce un pittore lento, incomincia il lavoro con la stessa perizia di un artigiano, di un sarto che ricama, alla fine riesce ad equilibrare la composizione per cui ne esce fuori un lavoro ordinato.

Ogni pittore affronta il problema del tempo, ma lui incurante, alla fine percorre la sua strada con una tranquillità perenne.

La tematica del pittore è semplice, cerca l’ordine quotidiano delle cose, perché nonostante il caos esiste secondo lui.

Lui critica, denuncia ma non rappresenta mai l’immagine della morte, lui parla del vivere, dà ad ognuno una possibilità, ci svela la vanità delle cose e dice con i suoi colori che ha più senso rivolgersi alla risoluzione dei problemi esistenziali.

 

S.Maria Cv  02-09-2010                                  Francesca Guarino